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M5S/ La replica di Cancelleri a Battiato: il modello Sicilia siamo noi

Pubblicazione:lunedì 25 marzo 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Giancarlo Cancelleri, capogruppo portavoce del Movimento 5 Stelle Sicilia, risponde oggi a Franco Battiato, assessore al Turismo e allo Spettacolo della giunta Crocetta, il quale ieri da Parigi, dove è impegnato in una tappa del suo tour, spiegava che in Sicilia “ero sicuro che la coabitazione con il Movimento 5 stelle avrebbe funzionato e infatti sta andando benissimo. Per quanto riguarda la formazione del governo invece non lo so, non credo che si riandrà alle urne, o almeno me lo auguro”. Il cantautore siciliano aveva poi aggiunto che ultimamente Beppe Grillo “sta un po' esagerando. A volte sembra che stia per cedere un minimo ma poi le frasi sono sempre quelle”. In un post apparso oggi sul blog del leader M5S, Cancelleri scrive che “le persone come Battiato sono convinte che il M5S stia coabitando con loro”, ma non c’è “niente di più falso, niente di più inesatto”. Il "modello Sicilia" non esiste, spiega Cancelleri, o meglio il "modello Sicilia" siamo “noi, quelli del M5S, i deputati, gli attivisti, i cittadini che ogni giorno si sbracciano per portare avanti punti di buon senso, buone idee. Se domani mattina Battiato, Crocetta e compagnia varia proponessero idee non buone, non in linea con il bene dei cittadini, il M5S li manderebbe a casa in un secondo”. Questo perché “non sono loro a fare la storia di questo paese, la storia la stiamo facendo noi, costringendoli alle scelte. Da soli non avrebbero cambiato nulla. Non facciamoci fregare. Senza di noi sarebbe stata l'ennesima Sicilia degli ennesimi politici”. Invece oggi, aggiunge, “è la Sicilia dei cittadini, quella che abolisce la classe politica delle province con un risparmio di 50 milioni di euro all'anno, quella con i deputati che restituiscono il 70% dello stipendio ogni mese per fare il microcredito alle microimprese fatto dal governo e non da un partito, quella che si appresta a varare il reddito minimo di dignità (Crocetta lo chiami come vuole, ma sempre quello è)”. Infine Cancelleri conclude: “Noi non abbiamo paura di cambiare il nostro paese, anzi siamo così convinti che li stiamo costringendo a farlo!".



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