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RUMORS/ Bersani tra la "carta segreta" e i mal di pancia nel Pd

Pubblicazione:lunedì 25 marzo 2013

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Il tempo gioca contro Pier Luigi Bersani. Più scivola via, meno probabilità ha il segretario democratico di riuscire nella sua mission impossible, quella di formare un governo in grado di non cadere sotto il primo voto parlamentare, cioè la fiducia a Palazzo Madama. 

Almeno in apparenza la situazione non è cambiata di una virgola rispetto a venerdì sera, quando Bersani ha ricevuto da Napolitano il preincarico. Ha scelto di incontrare le forze economiche e sociali, insieme a personalità eminenti come Roberto Saviano e Giuseppe De Rita, eludendo sino a questo momento la domanda che gli ha posto il Capo dello Stato, una domanda semplice e definitiva: verificare di poter contare su una maggioranza certa in entrambi i rami del Parlamento.

Di fatto Bersani ha perso tempo, come riconoscono anche alcuni esponenti del suo partito. Ha occupato il fine settimana per far vedere di essersi messo al lavoro, ma non ha mosso un passo: il muro eretto dal Movimento 5 Stelle regge perfettamente, in modo speculare rispetto al muro che Bersani medesimo ha eretto rispetto all’ipotesi, unica numericamente sensata, di un governo di grande coalizione cui il Pdl continua a dirsi disponibile.

Stretto fra due muri, man mano che passano le ore lo spazio di manovra per il segretario del Pd si restringe sempre di più, a meno che non abbia una carta segreta da giocare, sinora tenuta accuratamente coperta. Se Bersani ha in serbo un colpo a sorpresa ha tempo al massimo sino a mercoledì per sfoderarlo. In caso contrario la pressione su di lui sarà tale che non gli resterà altra scelta che ripercorrere mestamente la strada del Colle e rimettersi alle decisioni di Giorgio Napolitano.

Con ogni probabilità Bersani ha utilizzato il fine settimana per preparare il cruciale passaggio della direzione del suo partito convocata per questa sera. Una riunione che si annuncia tempestosa, e nella quale Bersani sarà pressato da tutte le parti. Se qualche annuncio dovrà essere fatto, oppure qualche correzione alla linea politica dovrà essere apportata, quella è la sede adatta. E di sicuro in questo fine settimana le diplomazie sotterranee non sono rimaste ferme, anche se di spiragli in questo momento se ne intravedono ben pochi.

Il presidente del Consiglio preincaricato continua a rivolgersi essenzialmente al Movimento 5 Stelle, ottenendo però risultati pari a zero. I casi sono due: o c’è una tela che si sta tessendo lontano dai riflettori della ribalta mediatica (ma sarebbe davvero ben nascosta), oppure tanta insistenza prelude all’affondo contro i grillini, che verranno indicati all’opinione pubblica come i responsabili primi dello sfascio, avendo impedito con il loro ostinato no un governo di vero cambiamento.


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