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Politica

BEPPE GRILLO/ L'esperto: le consultazioni Pd-M5S in diretta streaming e la democrazia “controllata”

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Temo che sia l’ipotesi più probabile. 

Non trova contradditorio che le consultazioni siano in streaming mentre le riunioni dell’M5S sono segrete?

E’ parecchio contradditorio. Ma molte mosse di Grillo, a ben vedere, sono in contraddizione con lo strumento che ha scelto. Mi spiego: Grillo ha vinto (per carità, con pieno merito, perché lo spazio politico che gli hanno lasciato è stato ingente) semplicemente dicendo che avrebbe fatto tutto in rete. Dimenticando, anzitutto, che internet può rappresentare un ottimo strumento per raccogliere la protesta, ma è decisamente più complicato avvalersene per tradurre operativamente il mandato elettorale ricevuto. Non solo: la rete è decisamente più radicale e innovativa di come la intende lui. Ne ha fatto un uso caratteristicamente “analogico”, e non digitale; personalistico, direi.  Non ha fatto altro, cioè, che utilizzarla come, tradizionalmente, altri politici hanno utilizzato la televisione. Mettendo se stesso in streaming. E sfruttando le tecnologie per dare la caccia a chi non la pensa come lui, andando, per esempio, a scovare e censurare i commenti sgraditi.

Se la messa in streaming diventasse, nel mondo politico, prassi saremmo ancora in democrazia?

Non me la sento di rispondere "no" tout-court. Dovrei sostenere, infatti, che lo streaming è un atto eversivo. Diciamo che ci troveremmo in una democrazia troppo controllata per esprimersi. 

 

(Paolo Nessi)

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