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Politica

CONSULTAZIONI/ 2. Ecco il piano B di Berlusconi per convincere Bersani

Se il Pd si ostinerà a non volersi accordare ufficialmente con il Pdl per un governo di larghe intese, afferma GIOVANNI TOTI (Tg4), si può sempre salvare la sostanza modificando la forma

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La matassa, qualcuno, prima o poi dovrà ben districarla. Per ora tutto è inamovibile. Il Pd rifiuta i voti del Pdl, che invece glieli darebbe, ma insiste nel corteggiare Grillo, che non glieli darà mai. Bersani ha ancora qualche giorno di tempo per concludere il giro di consultazioni e mettere insieme una maggioranza di governo. Se non ci riuscirà, Napolitano passerà direttamente allo step successivo, saltando il passaggio della fiducia in Parlamento. A quel punto, incaricherà una figura di garanzia. Questo, tuttavia, potrebbe ancora non bastare. Berlusconi, dal canto suo, se sabato tuonava dal palco di Piazza del Popolo chiedendo o un governo Pd-Pdl o elezioni anticipate, ieri ha rilanciato con una nuova proposta: Bersani premier e Alfano vicepremier. Abbiamo chiesto a Giovanni Toti, direttore del Tg4 e di Studio Aperto, quali ipotesi restano in piedi.

Quale strategia sta perseguendo il Pdl?

Come stanno certificando i sondaggi che circolano in questi giorni, se si dovesse tornare alle urne in tempi brevi, Berlusconi vincerebbe. Pure lui lo sa benissimo. La disponibilità del Pdl nel rendersi disponibile a dare un governo al Paese sta sortendo i suoi frutti. Molti tra coloro che hanno ingrossato le fila dell’astensionismo o dell’M5S a causa dei malumori che covavano - anche per colpa di un anno di governo tecnico - stanno tornando ai propri partiti di riferimento tradizionali.

E allora, perché non si limita a chiedere le elezioni?

Perché Berlusconi, nella sostanza, checché se ne dica e nonostante certi atteggiamenti più che altro folkloristici, è un moderato. E, a ben vedere, non sta facendo altro che ripetere la stessa proposta dell’indomani delle elezioni. Il Pdl, cioè, è disponibile, nella forma che non sarà irrispettosa del proprio elettorato, ad entrare un governo di larghe intese. Un sistema sperimentato, del resto, da tutte le principali democrazie occidentali ogni volta che si presenti un’emergenza.

Si, ma il Pd i voti del Pdl non li vuole.

L’alternativa non c’è: Grillo non appoggerà nessun governo mentre Scelta civica (e in particolar modo l’area che fa riferimento a Montezemolo) hanno fatto marcia indietro; probabilmente, non sosterranno il tentativo del segretario del Pd.

Si dice che la Lega potrebbe farlo.


COMMENTI
26/03/2013 - il governo del presidente b. (francesco taddei)

si e magari galliani, dell'utri, ghedini, emilio fede e patrizia d'addario senatori a vita