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GOVERNO(?)/ Sapelli: per salvarci diamo l’Italia a Cipro

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Che si sia giunti a un punto finale di un breve ciclo politico è ormai certo. Il ciclo è quello chiamato “Seconda repubblica”, che era sorto dopo il 1994 allorché la disgregazione incipiente e lungamente maturata dei grandi partiti politici di massa venne accelerata da un’offensiva congiunta e ben orchestrata tra magistratura nella sua cuspide e potere finanziario proteso all’integrazione con quello internazionale per privatizzare senza ostacoli l’immenso capitale pubblico italiano.

Le armi usate furono la lotta alla corruzione, esistente, certo, in forma acclarata e conosciuta per finanziare le macchine dei partiti, e il paradigma sorto all’improvviso nella mente di funzionari delle agenzie del capitalismo finanziario; il paradigma del debito pubblico che improvvisamente, senza base storica alcuna, senza riscontri empirici, diveniva il pericolo numero uno per tutti i paesi che dovevano essere oggetto della conquista da parte della finanza internazionale e dei gruppi nazionali a essa collegati.

I partiti politici di massa erano un ostacolo per far ciò e furono eliminati. Il Pci, che proprio in quegli anni mutava il suo storico gruppo dirigente per affidarsi a dei giovani turchi vogliosi di conquistare il potere, si alleò con queste forze sovversive (secondo la classica italica tradizione ben descritta da Antonio Gramsci), seguendo del resto ciò che faceva l’Internazionale socialista in tutta Europa (salvo la Francia) e riuscì in tal modo a presentarsi sulla scena della macchina dei partiti allor quando si dovette ricostruire il rapporto istituzionale tra società e Stato di nuovo attraverso la cornucopia partitica.

Personali, tuttavia, i nuovi partiti e non più di massa, ma di opinione e bonapartisti puri o misti insieme. E di amalgama delle vecchie culture politiche sconfitte e travolte ma non morte nelle coscienze del popolo italiano. Oggi quegli stessi partiti si stanno ricostruendo attraverso un processo lentissimo e travagliato. Personali in varia misura e dilaniati da gruppi dirigenti instabili.



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