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Politica

RISOLUZIONE 44/ Dal Veneto un referendum che può cambiare Italia (ed Europa)

In Veneto è iniziato lo sciopero della fame di due cittadini che vogliono poter votare per l’indipendenza del Veneto. Ci spiega perché GIUSEPPE SABELLA

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I grandi media italiani continuano a ignorare cosa succede nel nord-est, ma questo silenzio si fa sempre più assordante: il Veneto ha fatto un passo importante nel possibile cammino per l’indipendenza. Dopo lo sciopero della fame di Anna Durigon, 24 anni, e di Maurizio Giomo, 47 anni, esponenti di “Indipendenza veneta”, si è diffusa qualche giorno fa una nota della Regione Veneto che ha comunicato una novità rilevante: la nota annuncia l’insediamento a palazzo Balbi della commissione tecnica composta da sei giuristi e costituzionalisti istituita dal presidente della Giunta veneta, Luca Zaia, e dal presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, voluta dall’assemblea regionale di palazzo Ferro-Fini, per fornire un parere consultivo sulla possibilità di indire un referendum tra i veneti al fine di “accertarne” la volontà di autodeterminarsi come “popolo”, con proprie forme di autonomia giuridica.

La commissione, che non è a libro paga, è composta da Mario Bertolissi, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Padova; Luigi Benvenuti, ordinario di diritto amministrativo a Ca’ Foscari di Venezia; Luca Azzano Cantarutti, avvocato del foro di Rovigo; Andrea Favaro, docente incaricato alla facoltà di diritto canonico “San Pio X” dello Studium Generale Marcianum di Venezia; Maria Patrizia Petralia, dirigente “affari legislativi” della Regione; Alessandro Rota, dirigente “affari istituzionali” del Consiglio regionale. “Ai sei esperti di ordinamenti e diritto costituzionale - spiega la nota - la Regione affida il mandato di accertare la percorribilità giuridica, con riguardo anche al diritto comunitario e internazionale, del percorso referendario, a seguito del voto espresso il 28 novembre scorso dal Consiglio regionale”: ci furono 29 sì, 5 astenuti e 2 contrari alla mozione di Mariangelo Foggiato e dei capigruppo Pdl e Lega che impegna i presidenti del Consiglio e della Giunta a “tutelare in ogni sede competente, nazionale e internazionale, il diritto del popolo veneto all’autodeterminazione” e a costituire un’apposita commissione “per verificare la possibilità di indire una consultazione referendaria che accerti quali siano le reali intenzioni dei veneti in merito alla propria autodeterminazione”.

Luca Zaia ha detto che “si tratta di un passaggio fondamentale, perché vogliamo muoverci nell’alveo della legalità. Il lavoro di questi ottimi giuristi indicherà quali strade sono giuridicamente percorribili e costituirà la base di future iniziative”. Future e presenti, perché come ricorda Zaia nella medesima nota, “molte regioni Ue - Catalogna in primis - stanno battendo la strada dell’autodeterminazione dei propri popoli”. Un risultato intanto c’è stato: con la convocazione della commissione si è fermato il digiuno di Anna Durigon, e Maurizio Giomo. Lo sciopero della fame era iniziato il 14 marzo proprio per protestare contro lo stallo in Regione e per convincere le autorità venete a dare rapida attuazione agli impegni contenuti nella Risoluzione 44 (così è denominato il provvedimento del Consiglio Regionale Veneto del 28 novembre 2012).