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GOVERNO(?)/ Il fallimento di Bersani spiana la strada a Beppe Grillo & Grasso

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Pietro Grasso (InfoPhoto)  Pietro Grasso (InfoPhoto)

Sì, ma Bersani ieri, per l’ennesima volta, ha ribadito che con il Pdl non farà mai alcun tipo di accordo.

 

Per tener fede alla parola data potrebbe essere disposto a rinunciare alla presidenza del Consiglio?

Dovrebbe cambiare idea radicalmente. A quel punto, potrebbe prendersi ancora un paio di giorni per valutare quali margini di azione ci siano con Berlusconi.

 

L’esito potrebbe essere il governo della non-sfiducia?

La non-sfiducia non sarebbe una semplice tecnicalità, ma una grande svolta politica, alla base della quale ci dovrebbe essere un vero e proprio accordo politico. In ogni caso, sarebbe praticamente impossibile immaginare Bersani a capo di un’opzione del genere. Si è bruciato, ormai, tutti i rapporti. Fino a ieri ha sostenuto che mai e poi mai avrebbe accettato un’intesa con il Pdl e ora non può fare marcia indietro. Ribadisco, può e deve dimettersi.

 

E a quel punto cosa succede?

Il candidato naturale alla successione è Pietro Grasso.

 

Anche dopo la sua chiamata in diretta durante Servizio Pubblico e la sua polemica con Travaglio-Caselli?

Accreditarsi come nemico giurato di Travaglio e Caselli lo rende ulteriormente gradito al centrodestra. E al Pd va ben per forza, essendo il suo presidente del Senato. 

 

Sarà sufficiente un premier istituzionale per far dire al Pd: “Abbiamo scherzato, a noi l’accordo con il Pdl va benissimo, era solo Bersani che non lo voleva”?

Troveranno un modo elegante per dire qualcosa del genere.

 

(Paolo Nessi)



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