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Politica

PRESIDENTE REPUBBLICA/ Loquenzi (L’Occidentale): Pera al Colle? Spero che Berlusconi faccia sul serio

Spesso  si fanno dei nomi per bruciarli o far emergere le divisioni in campo avversario. Nel caso di Marcello Pera, spiega GIANCARLO LOQUENZI, si starebbe facendo un grave errore

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E’ l’ennesima sortita per sparigliare le carte, o sta facendo sul serio? Berlusconi ha risposto che non se parla all’ambasciata del Pd che gli proponeva, per il Quirinale, i nomi di Giuliano Amato, Pietro Grasso, Franco Marini e Giuseppe De Rita. Il prossimo capo dello Stato, avendo la sinistra fatto incetta di tutte le altre principali cariche, dovrà essere un moderato. E’ così, a sorpresa, ha proposto Marcello Pera. Un personaggio che il direttore dell’Occidentale, Giancarlo Loquenzi, conosce bene, essendo stato capoufficio stampa del Senato quando Pera ne era il presidente. Gli abbiamo chiesto come valuta l’ipotesi.

Pera presidente della Repubblica: è verosimile?

Ipotesi ne circolano molte e il sistema cabalistico di elezione del presidente della Repubblica spesso induce a far dei nomi o per bruciarli, o come elemento di disturbo, o per far emergere eventuali idiosincrasie in campo avversario. Il che, offre poco spazio alla riflessione. Ebbene, se questo fosse stato nei confronti di Marcello Pera, ci sarebbe da rammaricarsi. Si tratta, infatti, di un nome serio e importante, che non andrebbe evocato a vanvera. C’è da augurarsi che queste fughe di notizie non siano i soliti giochetti, ma rappresentino un segnale di attenta valutazione di un profilo istituzionale che ha tutte le carte in regola per entrare nella partita del Quirinale.

Perché pensa che sia tale?

E’ stato, anzitutto, un ottimo presidente del Senato, riconosciuto da tutti come tale; sia dal punto di vista dalla gestione d’Aula, che del prestigio dell’Istituzione, che ha saputo accrescere sul fronte artistico, e letterario. In molti ricorderanno che, nel corso della sua presidenza, Palazzo Madama ha avuto una visibilità in termini culturali come in poche altre fasi della storia del nostro Paese. Oltretutto, ha un profilo di studioso indipendente che ha preservato anche entrando in politica. E tutto questo, gli è sempre stato riconosciuto anche dalla sinistra. 

Qualcuno potrebbe “addebitargli” di aver fatto parte, fin dagli inizi, di Forza Italia