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CONSULTAZIONI BIS/ Napolitano ha un'idea per mettere tutti all'angolo

Pubblicazione:venerdì 29 marzo 2013

Giorgio Napolitano (InfoPhoto) Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

O Bersani cede, con la mediazione di Napolitano, oppure meglio un governo del presidente. Oppure, meglio ancora, tornare alle urne a giugno. E l’alleato leghista, in questa fase, non sta mostrando alcun desiderio di smarcarsi. Il Pd non è riuscito a rendere appetibile questo scenario, anche se l’ipotesi di un precipitoso ritorno alle urne viene vista in via Bellerio come il fumo negli occhi. Dunque Lega e Pdl saliranno ancora una volta insieme al Quirinale.

Tanto guardando al Movimento 5 Stelle, quanto guardando al centrodestra (scenari ovviamente alternativi), i margini di manovra sono minimi. Né può offrire aiuto più di tanto Scelta Civica (in grande fermento interno): anche i montiani non intendono prestarsi a far nascere un governo destinato poi ad applicare un programma a 5 Stelle. Le discriminanti restano il no al populismo e il si all’Europa. Anche questa pattuglia, delusa da Bersani, privilegia quindi l’ipotesi delle larghe intese, o di un governo di scopo, del presidente. Nella rosa dei nomi possibili da qualche ora ha preso quota quello del direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni.

Il principale ostacolo in questo senso è però proprio il Partito democratico. Senza il consenso di questa forza politica non può nascere alcun esecutivo. Al suo interno il redde rationem appare sempre più vicino, ma congelato, come l’incarico di Bersani. Un “secondo tempo” del suo tentativo è auspicato da tutti, ma appeso a un filo. Di fronte a un nuovo nome avanzato dal Colle le divisioni interne sono destinate ad esplodere. C’è persino chi − come Rosy Bindi − avrebbe minacciato di lasciare la presidenza se venissero avallati inciuci con il centrodestra. E Vendola insiste ancora con la richiesta a Napolitano di consentire a Bersani di cercasi i voti in Parlamento.

Il capo dello Stato, però, non sembra propenso a sconti: senza numeri certi lui non manderà il primo governo della legislatura a schiantarsi in parlamento. Piuttosto potrebbe dimettersi ai primi di aprile per accelerare la nomina del suo successore (che avrebbe quel potere di sciogliere le Camere che lui ha perduto), anche se lasciare i partiti senza un governo a scannarsi sul nome del suo successore è un’ipotesi che gli fa venire i brividi.



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