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BEPPE GRILLO/ La "circonvenzione di elettore": contro l'articolo 67 della Costituzione

Beppe Grillo dedica il suo ultimo post sul suo blog ufficiale all'articolo 67 della Costituzione che secondo lui permette agli eletti al Parlamento di tradire le promesse fatte agli elettori

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"Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Così recita l'articolo 67 della Costituzione e contro di esso si scaglia nel suo ultimo post sul suo blog ufficiale Beppe Grillo. Secondo il leader del Movimento cinque stelle infatti non è vero che l'eletto al Parlamento possa agire "senza vincolo di mandato": per Grillo, tale articolo sottintende che "l'eletto può fare, usando un eufemismo, il c… che gli pare senza rispondere a nessuno". E' lecito il nuovo attacco di Grillo questa volta contro la Costituzione? Ovviamente Grillo si riferisce a tutti quegli eletti di cui purtroppo si è avuto chiaro esempio soprattutto negli ultimi anni che a un certo punto del loro mandato hanno bellamente cambiato partito o votato leggi che erano contrarie agli impegni presi durante la campagna elettorale. Per Grillo infatti chi viene eletto tramite il voto dei cittadini sottoscrive con essi una sorta di contratto alla cui base dovrebbe esserci il rispetto per gli impegni presi e annunciati. Invece, scrive, oggi si assiste all'opposto: "Si può passare dalla destra alla sinistra, dal centro al gruppo misto, si può votare una legge contraria al programma. Insomma, dopo il voto il cittadino può essere gabbato a termini di Costituzione". Dunque non sarebbe vero che il parlamentare possa godere della libertà più assoluta: al momento non si registrano prese di posizione da parte di vecchi parlamentari, ma il dibattito si aprirà presto e offre spunti interessanti. Per Grillo si arriva grazie a questo articolo alla "libertà preventiva di menzogna": l'elettore infatti sarebbe il datore di lavoro dell'eletto e il suo cambiare atteggiamento o schieramenti politici non è al momento perseguibile penalmente e non si più venire cacciati "a calci nel sedere", scrive, per i propri cambiamenti.