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SCENARIO/ Fioroni (Pd): lavoriamo per evitare nuove elezioni

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La cosa che devono condividere tutte le forze politiche è il no ad elezioni anticipate. Il Pd, che è la prima forza in Parlamento con la maggioranza alla Camera e quella relativa al Senato, dà la disponibilità a un programma di otto punti e a trovare le forze responsabili a cominciare dal primo partito del Paese che è quello dei 5 stelle. Dopo di che resta l'onere di fare ciò, e anche ci auguriamo tutti la capacità del Capo dello Stato di evitare le elezioni anticipate.

 

Lei ritiene che il no di Renzi a una leadership di Governo sia un no sensato, giusto?

A Bersani spetta la responsabilità dell'oggi e a Renzi quella di costruire la prospettiva del domani del centrosinistra. Credo sia cosa ovvia che gli italiani vedano che le forze politiche hanno la capacità di non anteporre i loro bisogni a quelli degli italiani. Se noi regaliamo il Pd a guerre interne e portiamo il Paese a elezioni a giugno o a ottobre, vuol dire che ci ritroveremo un Paese dal punto di vista economico, occupazionale e sociale in una situazione molto più devastante di quella greca.

 

Anche lei come la maggior parte degli esponenti Pd dice no all'ipotesi governissimo con il Pdl?

Quando si lavora su una opzione principale prendere in considerazione quelle subordinate significa far fallire quella principale. Dovesse fallire quella principale, rimarrà la saggezza del capo dello Stato che sicuramente lavorerà per il bene dell'Italia. 



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COMMENTI
04/03/2013 - Elezioni di nuovo (GIOVANNI PIERONI)

Fioroni non vuole nuove elezioni, a cui invece si andrà inevitabilmente, perchè pensa bene che questa volta il PD perderà. Il PDL si unirà con Scelta civica, senza l' ingombrante presenza di Berlusconi e Monti e sarà vittoria

 
03/03/2013 - Il fantasma di Weimar (Ivio Nicola Marongiu)

Non credo sia sufficiente definire le elezioni anticipate come male assoluto per allontanare il fantasma del destino della Repubblica di Weimar che aleggia nel buio della crisi italiana. Se si assume come riferimento per un giudizio, forse azzardato ma con qualche oggettivo fondamento, il modello della tragica crisi tedesca alla fine degli anni Venti,la proposta politica primaria da perseguire, per il bene comune, non può che essere quella del compromesso storico tra i partiti democratici PD, PDL e Scelta civica (partiti politici ma anche culture politiche di sfondo). Compromesso storico e quindi strategico, di durata sufficiente per superare la crisi contingente che, lasciata a se stessa nelle mani del M5S, potrebbe tramutarsi a breve in crisi di democrazia.