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BEPPE GRILLO & M5S/ Un desiderio (buono) destinato alla frustrazione

Pubblicazione:lunedì 4 marzo 2013

Beppe Grillo (InfoPhoto) Beppe Grillo (InfoPhoto)

Il Movimento 5 Stelle è in primo luogo una reazione spontanea e di massa ad una situazione di stallo economico e politico, nella quale un’intera generazione avverte il logorarsi dei propri desideri di realizzazione professionale, politica e umana. Ma non è solo questo. Questo movimento afferma, anche e soprattutto, una vistosa volontà di divorzio, definitivo e senza ritorno, da un’intera leadership politica – di governo e di opposizione – alla quale ritira ogni legittimazione ed ogni diritto di rappresentanza. Questa leadership, generalmente intesa, è ritenuta non solo incapace di governare, ma soprattutto è giudicata moralmente inadeguata ad occupare qualsiasi funzione, in quanto interamente orientata alla propria esclusiva autoconservazione. 

Percezione di una crisi sociale senza ritorno e immoralità della classe politica costituiscono così la miscela a partire dalla quale si elabora una pratica di incursione e di occupazione dello spazio politico, partendo da un consenso elettorale ampiamente certificato. L’elemento di novità costituito da questa vistosa onda d’urto risiede nel carattere totalmente secondario del progetto operativo portato avanti. Ai contenuti del programma, perfettibili e per molti aspetti riassuntivi dei temi ambientalisti, anti-lobbistici, e di totale ricostruzione del monopolio pubblico, è anteposta immediatamente una prassi assembleare che non consente deroghe. Le ipotesi di governo sono precedute dall’inaggirabilità e dall’implicita autosufficienza dei principi morali ed auto-organizzativi. Così, mentre i partiti chiedono una presa di posizione politica, il M5S replica con una reazione pre-politica, fatta del recupero di principi primi, di istanze morali dinanzi alle quali la macchina delle rappresentanze tradizionali di partito deve adeguarsi e riorientarsi.

Il vero obiettivo del Movimento 5 Stelle è pertanto il recupero di una dimensione di progetto di vita all’interno di una società riconciliata con i propri equilibri. La stessa campagna elettorale condotta dal movimento, dettando i ritmi di un’esperienza sociale di condivisione e di gratuità, si è dimostrata di gran lunga come il vero risultato (già acquisito) rispetto agli obiettivi che il movimento persegue. In questo senso questo movimento si è già rivelato come il luogo di un’esperienza di vita e di condivisione. Qui e non altrove hanno trovato sede la sua specificità, la sua forza e, in ultima analisi, le ragioni del suo successo. 

Tuttavia il contenitore politico nel quale il movimento deve confluire, il Parlamento, non è a geometria variabile, ma ha le sue regole di funzionamento. Si tratta di individuare delle rappresentanze autorevoli e mantenerle nel tempo, occorre prendere posizione su progetti prioritari, compiere delle scelte in ambito nazionale e, inevitabilmente, europeo che sono gravide di conseguenze. 


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