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GOVERNO (?)/ Polito: Napolitano si aggrappa alla "formula Moro"

Pubblicazione:martedì 5 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 5 marzo 2013, 11.23

Giorgio Napolitano (InfoPhoto) Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

Questo è vero. Tuttavia, con che cosa saranno sostituiti i toni e i contenuti della campagna elettorale? Ovvero, per intenderci, posto che parteciperanno ad un governo di unità nazionale, la restituzione dell’Imu resterà nel loro programma?

In ogni caso, stanno circolando, per l’istituzione di un governo tecnico, i nomi di Giuliano Amato e di Corrado Passera

Sul piano simbolico, questi due nomi non mi sembrano adatti alla fase che stiamo vivendo. C’è mezzo Paese in rivolta contro l’establishment e la classe politica. Il primo era già potente durante la prima Repubblica, il secondo è un banchiere.

Quindi, cosa accadrà?

Sul piano del “dover essere”, un governo politico nato da un accordo tra Pd e Pdl che si proponesse di restare in carica due o tre anni per realizzare le cose importanti che servono al Paese, quali il passaggio ad una nuova Repubblica e il rinnovamento del sistema istituzionale, giustificherebbe un impegno diretto dei partiti e il ruolo attivo della generazione più giovane, a partire da Renzi o da diversi pidiellini meno compromessi con il berlusconismo. Ma questo temo che non accadrà mai. I partiti sono troppo condizionati dalla paura di perdere elettori e potere. Più verosimilmente, il presidente della Repubblica, indicherà una persona. E Pdl, Pd e Scelta Civica, in qualche forma, la appoggeranno. Persino Grillo, potrebbe sostenerlo. O non farlo cadere: un governo tecnico caduto per mano dei partiti, tornerebbe paradossalmente per merito di Grillo.

Cosa intende?

Nei scorsi giorni si è più volte fatto riferimento al ‘76, quando sia la Dc che il Pc ebbero un risultato straordinario. Moro parlò di due vincitori e nacque il governo Andreotti della “non sfiducia”. Il Pc non votò la fiducia, ma neppure la sfiducia, consentendo la nascita dell’esecutivo. Tale formula è stata presa in considerazione dal Quirinale in questa fase. Del resto, Napolitano se la ricorda benissimo, dato che ne fu, all’epoca, tra i sostenitori.

 

(Paolo Nessi)



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