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Politica

VISTO DAL '68/ Caro Beppe Grillo impara dai benedettini a costruire una comunità

Beppe Grillo (InfoPhoto)Beppe Grillo (InfoPhoto)

Cioè volevamo la società senza classi e fondata sull’eguaglianza degli esseri umani.
E allora dovevamo da subito vivere con un modello di eguaglianza. Abbiamo agito così per sette anni, collettivizzando i beni degli aderenti e retribuendo tutti quelli che tenevano insieme la militanza. Infine ho dovuto provocare lo scioglimento del Partito (alla fine ci chiamavamo Partito Comunista marxista-leninista). Tutta la tensione morale e di modello di vita si era estinta, la politica era diventata concretezza di un progetto, e la concretezza ideologica diventava violenza per imporre le proprie idee agli altri.

Io ho fatto politica per 55 anni, dopo il movimento servire il popolo, di cui ero il segretario nazionale, ho continuato in altri modi, sono stato nel Consiglio Comunale di Milano per 17 anni, durante i quali ho fatto anche cinque anni di assessore. Ma poi sono finito isolato, a destra mi consideravano comunista, a sinistra mi davano spesso del fascista. E dunque non sono stato un uomo di potere, anzi sono stato sempre uno di servire il popolo, cioè uno che ritiene il potere solo un mezzo per servire.

Allora sono nel pieno diritto di dire a Grillo che la sua definizione di comunità è leggera come è leggera tutta la comunicazione digitale. Tutto sembra possibile, tutto è veloce, e poi nella realizzazione tutto è diverso. Come è successo ai manifestanti delle piazze dei paesi arabi negli ultimi anni.

Io credo che un tempo nuovo della politica deve accadere. Il movimento dal basso rivela che il gioco dell’autoreferenzialità del potere, come lo hanno praticato Berlusconi e Bersani, non può durare. Questi politicanti hanno messo in crisi la politica come composizione della parti del Paese entro il bene comune.
Ma questo tempo nuovo della politica può essere solo una ricostruzione della rappresentatività degli eletti e una ripresa della partecipazione gratuita alla politica da parte del popolo. Si deve lavorare su due lati, favorire la partecipazione e generare i congressi dei soggetti sociali che scelgono i candidati alle elezioni.

E’ un lavoro lungo, per questo consiglio a Grillo di avere un progetto per una prima tappa. Potrebbe essere un ponte fra il suo movimento e parti dinamiche della politica, per esempio Renzi, oppure i nuovi che Monti ha fatto entrare nel suo progetto, Come Intino e Mario Mauro. Provate a scompaginare le carte e fare una proposta di grande coalizione. Durante questa prima fase prenderebbe meglio corpo il vostro lavoro di ricostruzione dalle macerie della Seconda repubblica. Auguri.

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COMMENTI
09/03/2013 - Scuse (Mariano Belli)

Mi scuso per la durezza del mio commento precedente (nel caso fosse stato pubblicato), l'articolo di Brandirali è molto interessante vista anche la sua esperienza sul campo e non l'avevo nemmeno letto sino in fondo. Quello che mi dava, e mi da, molto fastidio, è tutto questo sollevamento generale dei media contro Grillo, un sollevamento che è chiaro che viene ordinato e diretto dall'alto. Brandirali, come è evidente, con queste manovre non c'entra nulla.

 
09/03/2013 - Tutta colpa di Grillo? (Mariano Belli)

Caro Brandirali, Grillo è senz'altro criticabile anche lui, ma mi chiedo come mai non lei ha mai scritto un articolo critico su Monti, Berlusconi, Bersani, D'Alema, Veltroni, Prodi e compagnia cantante, che sono coloro che hanno distrutto l'Italia e che detengono ancora il potere, al contrario di Grillo. Di conseguenza, lei non è credibile, perchè evidentemente il suo è un articolo di parte.

 
05/03/2013 - MI PARE IPOTESI IRREALISTICA (Pierluigi Piccinini)

Una forza che fonda il suo esserci e che ha consenso anzitutto perchè è contro i partiti e contro le "caste"; un movimento che ha un leader molto popolare proprio perchè ha mandato a 'ffanc... tutti: per quale ragione dovrebbero fare intese con Renzi(PD), Ingoia(ex-PD) e Mauro(ex-PDL) ? Sarebbe il loro suicidio politico, mi pare ipotesi totalmente irrealistica. Penso che Grillo auspichi che PD e PDL facciano tra loro una qualche intesa, così che perdano ulteriore consenso, così che lui cresca ancor di più alla successiva tornata elettorale. Mi sembra scritto nelle cose. Perchè non vada così ci vuole un miracolo, un evento straordinario. Quello che auspico è che Berlusconi, gratificato dalla "rimonta" da lui operata, dimostrato al mondo intero che non l'ammazza nessuno, etc. etc., decida per il bene del paese di uscire di scena, così che un po' del veleno che circola se ne esca via con lui. Non so se sia il miglior miracolo da chiedere per la nostra povera Italia, ma certo sarebbe un miracolo !