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Politica

VISTO DAL '68/ Caro Beppe Grillo impara dai benedettini a costruire una comunità

Cosa è il Movimento 5 Stelle? Non è un partito, certo, ma secondo Beppe Grillo una "comunità fondata sul web". Ma cos'è una comunità? La testimonianza di ALDO BRANDIRALI 

Beppe Grillo (InfoPhoto)Beppe Grillo (InfoPhoto)

Cosa è il Movimento 5 Stelle? Non è un partito, nè di massa, come erano i grandi partiti nel dopoguerra, nè di eletti, come sono stati i partiti nella Seconda Repubblica. C’è una interessante auto definizione data da Grillo: ”siamo una comunità fondata sul web”. Una comunità si intende una forma di comun vivere, tenuta insieme da una scelta esistenziale, fondata sul progetto di reciproca collaborazione e divisione dei compiti.

Mi sembra dunque una cosa più impegnativa rispetto al partito politico. E nei caratteri di comunità è tutta una autodefinizione di sé a distanza, senza che vi sia contatto fisico. Dunque deve essere necessariamente fondata su uno spessore etico fondativo di un nuovo modo di vivere.

Senza ideologia, non ce ne sono più a disposizione, ovvero impianti teorici fondatori di un popolo particolare che prende il potere e che si impone sugli altri.

Senza religione, nel nostro tempo in Occidente non è cosa alla moda. Certo i conventi benedettini sarebbero esempi adatti per una comunità che vuole ricostruire dalle macerie del mondo esistente.

Bisogna riconoscere che i grillini hanno espresso punti di convergenza nella negazione delle dinamiche della produzione e della competizione. Negazione forte, dagli inceneritori dei rifiuti alla ferrovie ad alta velocità, fino alle grandi opere e alla Comunità Economica Europea, e tante altre cose. Possiamo credere che l’insieme costituisce una scelta di vita e una moralità bastante per vivere una comunità?

Non prendiamo sottogamba la risposta. La crisi economica di questi anni provoca il pensarsi in nuovi modelli di vita non più fondati sul massimo consumo. E in questa spinta può anche risiedere una tensione ideale e morale.

Ma che tutto questo sia duraturo possiamo discuterlo.

Io ho vissuto nel 1967 l’esperienza di una comune realizzata in via Scaldasole a Milano. Eravamo in 14, mettevamo insieme i soldi e ci dividevamo il lavoro nella casa. Avevamo come motivazione la lotta contro il capitalismo e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dunque tanta idealità. Facevamo corsi teorici la sera e volantinaggi nelle fabbriche al mattino. Si dormiva poco e si sognava tanto.

Da questa esperienza abbiamo avuto il bisogno di diventare gruppo politico perché la scelta esistenziale non durava, non si rispettavano le regole e infine si vivevano tanti conflitti personali. Eravamo esseri umani e ci volevano ben altri ingredienti per fondare una vita nuova.

Abbiamo fatto un movimento con un giornale che aveva come titolo “Servire il popolo”. Il primo articolo di spalla nel primo numero diceva: “per un nuovo stile di lavoro, se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo cambiare noi stessi”.  


COMMENTI
09/03/2013 - Scuse (Mariano Belli)

Mi scuso per la durezza del mio commento precedente (nel caso fosse stato pubblicato), l'articolo di Brandirali è molto interessante vista anche la sua esperienza sul campo e non l'avevo nemmeno letto sino in fondo. Quello che mi dava, e mi da, molto fastidio, è tutto questo sollevamento generale dei media contro Grillo, un sollevamento che è chiaro che viene ordinato e diretto dall'alto. Brandirali, come è evidente, con queste manovre non c'entra nulla.

 
09/03/2013 - Tutta colpa di Grillo? (Mariano Belli)

Caro Brandirali, Grillo è senz'altro criticabile anche lui, ma mi chiedo come mai non lei ha mai scritto un articolo critico su Monti, Berlusconi, Bersani, D'Alema, Veltroni, Prodi e compagnia cantante, che sono coloro che hanno distrutto l'Italia e che detengono ancora il potere, al contrario di Grillo. Di conseguenza, lei non è credibile, perchè evidentemente il suo è un articolo di parte.

 
05/03/2013 - MI PARE IPOTESI IRREALISTICA (Pierluigi Piccinini)

Una forza che fonda il suo esserci e che ha consenso anzitutto perchè è contro i partiti e contro le "caste"; un movimento che ha un leader molto popolare proprio perchè ha mandato a 'ffanc... tutti: per quale ragione dovrebbero fare intese con Renzi(PD), Ingoia(ex-PD) e Mauro(ex-PDL) ? Sarebbe il loro suicidio politico, mi pare ipotesi totalmente irrealistica. Penso che Grillo auspichi che PD e PDL facciano tra loro una qualche intesa, così che perdano ulteriore consenso, così che lui cresca ancor di più alla successiva tornata elettorale. Mi sembra scritto nelle cose. Perchè non vada così ci vuole un miracolo, un evento straordinario. Quello che auspico è che Berlusconi, gratificato dalla "rimonta" da lui operata, dimostrato al mondo intero che non l'ammazza nessuno, etc. etc., decida per il bene del paese di uscire di scena, così che un po' del veleno che circola se ne esca via con lui. Non so se sia il miglior miracolo da chiedere per la nostra povera Italia, ma certo sarebbe un miracolo !