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GIOCHI A SINISTRA/ Caldarola: c'è un patto a tre per pensionare Bersani

Pubblicazione:mercoledì 6 marzo 2013

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Osservando attentamente le cronache politiche di questi ultimi mesi, credo sia stato proprio Vendola a cominciare a parlare di Monti. E’ però anche vero che da parte del centrosinistra è mancata a tal punto la presa sociale che tantissimi elettori hanno preferito andare da Grillo: la riflessione, che deve essere autocritica, deve partire da questo.

 

Apriamo il capitolo Renzi, ieri a colloquio con Monti e oggi alla direzione del Pd. Crede sia arrivato il suo turno?

Tutti, a cominciare da Bersani, hanno sempre detto che Renzi avrebbe dovuto aspettare il proprio turno. Tutti, però, immaginavano che questo sarebbe arrivato solo dopo un ciclo di Bersani al governo della durata di cinque anni.

 

E ora che le urne non lo hanno permesso?

I risultati elettorali ci dicono che questo ciclo si è ormai esaurito e che di fronte all’ipotesi di elezioni, più o meno a breve termine, il Pd può muoversi in due direzioni: può ricandidare Bersani, “zavorrato” però da una pesante sconfitta, oppure può scegliere di mandare avanti il sindaco di Firenze che dispone ancora di molte carte da giocare. Insomma, credo che il momento di Renzi si stia ormai avvicinando.

 

Bersani deve farsi da parte?

Nel momento in cui non si vincono le elezioni, in tutte le democrazie occidentali il leader si fa da parte. Abbiamo numerosi esempi nella storia della politica, italiana ed estera, avvenuti anche con risultati migliori di quelli ottenuti da Bersani. Per questo sono dell’idea che il segretario del Pd debba effettivamente fare un passo indietro.

 

(Claudio Perlini)



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