BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

GIORGIO SQUINZI/ Grillo vuole un’Italia agreste e senza lavoro. Ma riandare al voto sarebbe uno choc

Il presidente di Confindustria, Squinzi, ha detto la sua rispetto all’attuale situazione elettorale, invitando tutti a considerarsi sulla stessa barca e a remare in un’unica direzione

infophoto infophoto

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha detto la sua rispetto all’attuale situazione elettorale. Siamo in una situazione estremamente complicata. Una vera e propria tempesta perfetta. Ma, secondo il leader confindustriale, c’è modo di uscirne. Anzitutto, «non abbiamo il Papa, ma comportiamoci comunque da cristiani», ha dichiarato, riferendosi all’assenza di un governo e all’impasse in cui sono precipitate le istituzioni. Poi, ha spigato che, in uno scenario simile, tornare al voto sarebbe la soluzione peggiore non sarebbe possibile farlo in tempi brevi e, in ogni caso, lo si farebbe con l’attuale legge elettorale che, in questo frangente, ha già fatto abbastanza danni. Squinzi ha, poi, invitato a remare tutti nella stessa direzione, a prescindere dalle appartenenze politiche er far ripartire l’economia reale. Fenomeno che rappresenterebbe la panacea di tutti i mali. Il numero uno di Viale dell’Astronomia ha anche commentato lo straordinario successo di Grillo, dicendosi contrario praticamente a tutto il suo programma. In particolare, alle proposte di natura economico ambientale e alla cancellazione di tutti i programmi di opere infrastrutturali. «Se prevalessero orientamenti di questo tipo il Paese andrebbe in una direzione molto precisa tra l'agreste e il bucolico. Non credo che sarà questo - ha concluso - che creerà posti di lavoro e risolverà i problemi che stiamo combattendo di mancata crescita».

© Riproduzione Riservata.