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INCHIESTA/ 1. Parma a 5 Stelle: Stalingrado o Caporetto per Grillo?

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Per esempio il fatto che i parmigiani hanno voluto Pizzarotti sindaco proprio perché non è un politico di professione e sono, probabilmente, disposti a guardare al suo tentativo di governo con una indulgenza che non riserverebbero a nessun politico di professione. Insomma il “sindaco della porta accanto” potrebbe essere ognuno di noi e di fronte ai problemi del debito, della crisi siamo portati ad identificarci con le sue difficoltà: “cavolo, non deve essere facile governare in queste condizioni!”, sembrano pensare i parmigiani.

Anti e Realpolitik - Poi c’è l’equilibrismo con cui Pizzarotti riesce a muoversi tra responsabilità amministrativa e adesione ai temi dell’antipolitica: senza mai appiattirsi sulle posizioni più estreme, ma senza mai neppure rompere con Beppe Grillo, nonostante il legame con i ribelli Favia e Tavolazzi.

 Su molti temi i 5Stelle di Parma, una volta al governo della città, si sono dimostrati meno radicali del loro programma elettorale e delle loro stesse dichiarazioni pubbliche. Più volte la giunta ha preso decisioni improntate alla realpolitik.

Proprio sulla questione dell’Inceneritore, per esempio, Pizzarotti, nonostante il pressing di Grillo, non ha mai compiuto forzature amministrative con il rischio di penali per le casse del Comune, limitandosi, per ora con scarso successo, a una guerra di logoramento con Iren. Al punto che i 5Stelle, oggi si preparano all’apertura dell’impianto tentando di incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti (“per far morire di fame il mostro”) e chiedendo garanzie di trasparenza sul funzionamento. Realismo, appunto.

Non a caso, nel libro “L’armata di Grillo”, il giornalista di Repubblica Matteo Pucciarelli, colloca Pizzarotti (”l’emblema del grillismo vincente e di governo”) tra i 5Stelle “pragmatici”, ben distinti dagli “ortodossi” e dai “movimentisti”.

Lo stile amministrativo: le nozze con i fichi secchi - Con una certa coerenza con le parole d’ordine del movimento e la difficile situazione finanziaria dell’ente, Pizzarotti e la sua maggioranza hanno introdotto uno stile amministrativo all’insegna della sobrietà e della trasparenza.

“Fino ad oggi si è pasteggiato a caviale e champagne, quando era meglio accontentarsi delle bruschette”, così Pizzarotti ha motivato la decisione di abolire le auto blu (lui gira in bicicletta), ridurre compensi e rimborsi spese dei vertici politici dell’ente, togliere alla classe dirigente privilegi come permessi auto e biglietti gratuiti per stadio e teatri e limitare a poche unità i contratti a chiamata. Inoltre la scelta di mettere online e consultabili da chiunque non solo le delibere di Giunta, ma anche compensi, rimborsi spese e determine dirigenziali ha la forte carica simbolica di dichiarare alla città di non aver proprio nulla da nascondere. Inutile dire che, con i tempi che corrono, sono tutte cose che i cittadini apprezzano.

Il pericolo? Sottovalutare la macchina burocratica - Come sembrano apprezzare lo stile scanzonato e irrituale del “sindaco con il maglioncino”, il suo modo semplice di comunicare e la sua gestione amministrativa più commissariale che rivoluzionaria.

E oggi è abbastanza evidente è che la luna di miele con la città non è finita. Nonostante le ingenuità, i passi falsi, il fuoco incrociato di quasi tutta la stampa e la politica locali e nazionali, che indubbiamente tentano di trasformare Parma nella Caporetto di Grillo attaccando Pizzarotti su ogni scelta (o non scelta) dal bilancio all’illuminazione notturna. Con risultati fino ad oggi piuttosto scarsi, che saranno ancora più vani se il sistema dei partiti non darà un qualche segnale di possedere un po’ di quel senso di responsabilità che gli italiani si aspettano di vedere dall’inizio di questa terribile crisi.

Ad oggi, l’unico errore macroscopico che potrebbe mettere davvero in crisi il governo 5 Stelle di Parma è forse la decisione di rinunciare ad avvalersi di un direttore generale che coordini il lavoro dei settori amministrativi. Perché è molto difficile governare se la macchina burocratica non ti risponde e l’organo politico oggi sembra essere un po’ isolato all’interno del Palazzo. Questa mi sembra la criticità maggiore per Pizzarotti. I partiti, per ora, hanno poco da festeggiare.



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