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Politica

SPILLO/ Il Dna di Grillo "nascosto" in ogni partito

Beppe Grillo (Infophoto)Beppe Grillo (Infophoto)

I neo-populismi nascono - sosteneva il politologo d’Oltralpe - in polemica con le élites e i partiti tradizionali, trovano spazio “negli errori della democrazia” e nutrono una soverchia fiducia nel “primato” delle urne, come se la conferma elettorale fosse un riconoscimento assolutamente prioritario rispetto alle altre stimmate del potere. Mény spiegava che la democrazia è più complessa. I movimenti neo-populisti, affermava, nascono in polemica con i partiti, ma ben presto si trasformano in partiti e magari producono una classe dirigente che governa e si fa carico anche delle compatibilità finanziarie ed economiche.

E allora perché dovrebbe restare nel loro DNA il gene del populismo? Semplice: perché la democrazia, secondo Mény, non si esaurisce nel momento elettorale, ma è anche intessuta di rappresentanze e ordinamenti costituzionali. In sostanza, la democrazia “buona” è quella che crede in una società pluralistica, che coltiva il dialogo sociale, dove le classi dirigenti sentono, tuttavia, il dovere di orientare le forze sociali che la esprimono, senza farne da cassa di risonanza magari attraverso la nuova divinità pagana del web. Quando, invece, le istituzioni democratiche rischiano - come adesso - di farsi travolgere da un ribellismo che traccia solo la caricatura della democrazia diretta, al sistema politico si cominciano a far notare i suoi difetti - in ogni epoca essi sono connaturati all’azione politica - che divengono subito l’occasione e il pretesto, per la gente, di rifugiarsi nell’apparente scorciatoia del populismo, che, in fondo, è la risposta più facile alle proprie angosce. 

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COMMENTI
07/03/2013 - Non sara mica questa la politica? (claudia mazzola)

Il voto a Grillo non cambierà niente. Mia nipote universitaria, che pure lavora, bella, intelligente e di buona salute lo ha votato, perchè? Non lo sa neppure lei, così perchè il resto è peggio.

 
07/03/2013 - Qualcosina ancora vi sfugge.... (Mariano Belli)

Leggo sempre gli articoli dell'on Cazzola con interesse, nonostante sia per me un "avversario" politico, perchè spesso ricchi di spunti e ragionamenti interessanti. Quello che mi sembra sfugga alla sua analisi è che Grillo ha avuto finora il grande merito di incanalare politicamente una protesta che avrebbe potuto avere derive violente. Inoltre, ancora non si comprende che il voto a Grillo è un voto che non esprime affatto solo ribellismo, tutt'altro, Grillo sta infondendo una speranza nella gente, la speranza in un cambiamento (reale o presunto che sia) e in una rinascita della vita sociale ed economica (che 30 anni di malgoverno hanno ucciso) che, secondo me, lo porterà inevitabilmente a vincere le prossime elezioni e a governare. Solo un golpe potrà impedirglielo. (E' solo la mia modesta opinione, of course...e non dimentichiamoci che sullo sfondo di tutta la tragica situazione c'è l'euro, e che l'unico contrario all'euro è lui....)