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CASO RUBY/ Zurlo: dopo Bnl−Unipol la sentenza è già "scritta"

Silvio Berlusconi Silvio Berlusconi

La magistratura, prima con la mafia, poi con Tangentopoli e quindi con il terrorismo, ha cominciato a sostituirsi alla politica. Si è quindi a sua volta politicizzata, facendo propri un percorso e degli obiettivi politico-giudiziari. I giudici, spesso delle figure con una mentalità post-sessantottina, hanno deciso di debellare i fenomeni complessivi e non i singoli casi. A cambiare le cose è stato anche il fatto che sono nate le correnti, ci sono state interferenze e, più in generale, la magistratura è diventata un’occasione di carriera politica.

 

Può fare degli esempi?

Di Pietro, De Magistris e Ingroia sono tre casi esemplari. Ingroia la mattina indagava su Dell’Utri, al pomeriggio andava a un convegno contro di lui e la sera scriveva un saggio sempre su di lui. E il risultato è che non ha concluso niente né in Guatemala, né nel processo sulla trattativa Stato-mafia, né tantomeno in politica, eppure le intercettazioni contro il presidente della Repubblica non sono ancora state distrutte. D’altra parte le leggi non sono mai chiare fino in fondo e il confine è spostato di continuo. E quindi lo stesso Quirinale è stato lambito dall’indagine sulla trattativa Stato-mafia. Il centrodestra ha provato a riformare la giustizia, ma non c’è riuscito.

 

Che cosa non ha funzionato?

In Italia qualsiasi tentativo di riforma si blocca in mezzo al guado. Per modificare il Codice Penale si sono succedute diverse commissioni, approdando però a un nulla di fatto. Vedremo se, come è stato proposto, si riuscirà ad abolire i piccoli tribunali, in quanto rappresenterebbe già un passo in avanti.

 

Dove si inceppa il sistema?

Si inceppa in ciascuno dei singoli passaggi che lo compongono. Le responsabilità sono della destra, della sinistra, dei giudici, dei cancellieri e degli avvocati. Ma anche della mancanza di fondi, della burocrazia e dell’assenza di voglia di rischiare. Nel Regno Unito per esempio, quando una corte condanna un imputato esprimendosi all’unanimità, non si fa ricorso in appello. Ma se in Italia abolissimo il processo d’appello, quale antidoto ci inventeremmo contro i giudici alla Boccassini? Nel nostro Paese del resto non si può neppure impedire a un pm di iscriversi a un partito politico, perché non è stata fatta la legge per applicare quanto afferma la Costituzione sull’indipendenza della magistratura.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
09/03/2013 - Non hanno fatto niente (Giuseppe Crippa)

Stefano Zurlo cita il Regno Unito e si rammarica che non si possa in Italia imitare alcune semplificazioni procedurali là esistenti. Ricordo però che una delle innovazioni che il Centro Destra voleva includere nei suoi progetti di riforma della giustizia era l’abolizione dell’appello in caso di sentenza di primo grado favorevole all’imputato. Perché neppure questo è stato fatto?