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Politica

GOLPE (?)/ Il costituzionalista: commissioni, Colle e occupazioni, c’è del vero nelle accuse

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Il termine è usato da tutti in maniera impropria, traslata e figurativa; quel che è certo, è che una grande democrazia di tradizione europea e occidentale come la nostra non può permettersi di non far funzionare il Parlamento per interessi politici di parte. La paralisi della Assemblee rappresenta la violazione di un principio democratico fondamentale e, di sicuro, non facciamo un bella figura di fronte all’opinione pubblica europea e occidentale.  



Il Pdl, dal canto suo, afferma che il golpe si verificherebbe se la sinistra esprimesse anche il presidente della Repubblica.
Il presidente della Repubblica è il rappresentante dell’Unità nazionale e, di conseguenza, dovrebbe essere votato da quanti più gruppi parlamentari possibili. Può anche essere espressione della maggioranza, ma non dovrà essere votato, dal quarto scrutinio in poi, solo dalla metà più uno  del Parlamento. Questo sì che violerebbe lo spirito della Carta.

 

Il Pdl afferma che il centrosinistra ha vinto le elezioni per un soffio, ha già preso la Camera e il Senato, il Parlamento è diviso in tre, e gli ultimi tre presidenti erano di sinistra. Per queste ragioni, reclama il prossimo inquilino del Colle.
Il ragionamento ha senso dal punto di vista politico. Costituzionalmente, nulla vieta che il capo dello Stato sia espressione della maggioranza, per quanto risicata.

 

Il Pd, dal canto suo, considera antidemocratica l’alleanza con il Pdl e l’occupazione dei Grillini del Parlamento 
Per quanto riguarda l’alleanza con Berlusconi, se il Pd non la ritiene democratica, che si vada subito a elezioni anticipate. Non può certo pensare che la quadratura del cerchio sia fatta a proprio piacimento. Rispetto ai parlamentari Grillini, invece, non scherziamo: il Parlamento è casa loro e possono stare al suo interno come e quando vogliono. Loro stessi usano il termine “occupazione” in maniera decisamente impropria.

 

Più in generale, come giudica queste accuse reciproche?
Non sono le solite accuse. Le istituzioni si trovano nella paralisi più completa, politicamente abbiamo raggiunto il livello più basso della storia della Repubblica; tutto questo, rischia di riflettersi sull’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Se l’accordo su un capo dello Stato di larghe intese non fosse raggiunto, le forze politiche decreterebbero di fatto la dissoluzione della Repubblica.

 

(Paolo Nessi)

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