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LETTERA/ Carrón: anche in politica l'altro è un bene

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Negli ultimi anni la Chiesa è stata colpita da non poche vicende, a cominciare dallo scandalo della pedofilia; sembrava allo sbando, eppure anche nell’affrontare queste difficoltà è apparsa la sua diversità affascinante.

In che modo la vita della Chiesa può contribuire a misurarsi con l’attuale situazione italiana? Non credo intervenendo nell’agone politico come una delle tante parti e delle tante opinioni in competizione. Il contributo della Chiesa è molto più radicale. Se la consistenza di coloro che servono questa grande opera che è la politica è riposta solo nella politica, non c’è molto da sperare. In mancanza di un altro punto d’appoggio, si afferreranno per forza alla politica e al potere personale e, nel caso specifico, punteranno sullo scontro come unica possibilità di sopravvivenza. Ma la politica non basta a se stessa. Mai come in questo momento risulta così evidente.

Nella sua povertà di realtà piena di limiti, la Chiesa continua a offrire agli uomini, proprio in questi giorni, l’unico vero contributo, quello per cui essa esiste e Papa Francesco lo ricorda di continuo: l’annuncio e l’esperienza di Cristo risorto. È Lui l’unico in grado di rispondere esaurientemente alle attese del cuore dell’uomo, fino al punto di rendere un Papa libero di rinunciare per il bene del suo popolo.

Senza una reale esperienza di positività, in grado di abbracciare tutto e tutti, non è possibile ripartire. Questa è la testimonianza che tutti i cristiani, a cominciare da chi è più impegnato in politica, sono chiamati a dare, insieme a ogni uomo di buona volontà, come contributo per sbloccare la situazione: affermare il valore dell’altro e il bene comune al di sopra di qualsiasi interesse partitico.

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COMMENTI
11/04/2013 - dialogare (luisella martin)

Condivido con gioia le considerazioni di Carron e i commenti; solo chi vive con persone che rifiutano il dialogo, sa quanto é bello ascoltare l'altro, sia che la pensi come te, sia che la pensi diversamente! Giorni fa, ascoltando le "non-ragioni" dell'onorevole Bersani, pensavo a come la televisione abbia modificato l'idea di dialogo. Terrorizzati dall'idea di far sapere a tutti, in tempo reale, che si è commesso un errore,i nostri politici da anni non prendono nessuna decisione e fingono di dialogare, ripetendo all'inverosimile,le proprie idee, qualunque cosa dicano gli altri.In fondo, per quante cavolate si dicano in TV, non succede mai niente di davvero grave e gli elettori dimenticano dopo un po',avendo altro da fare! Il dialogo finto é fatto proprio così, pieno di parole senza un vero perché, parole inutili che non servono a niente. Questo succede quando, come ha detto il nostro caro Presidente Napolitano,i politici fanno del moralismo, non volendo puntare su valori grandi e definitivi come l'esistenza di Dio. Preghiamo perché credenti e non credenti riconoscano nell'uomo, in tutti gli uomini ed in ciascuno,il riferimento più alto a cui guardare.

 
10/04/2013 - Dia-logare necesse est (Luigi PATRINI)

Sono molto grato a Carron per questo nuovo e preciso intervento sulla presenza di noi battezzati in Cristo che operiamo nel contesto socio-politico. Mi piace l’acuta osservazione del Card. Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso: “Il dialogo è per tutti un pellegrinaggio e un rischio. Con il dialogo accetto di mettermi in cammino per ascoltare situazioni diverse e metto me stesso a rischio davanti agli interrogativi degli altri”. Non si può dialogare veramente con chi si pensa sia già d'accordo con noi: il bello del dialogo e proprio in questo "rischiare", perché si desidera più la Verità che la affermazione della propria opinione. Colpiti dalla bellezza affascinante di Colui al quale apparteniamo, dobbiamo testimoniare la libertà che Egli ci ha donato, la libertà che è - nella sua sostanza - gusto e letizia per il dono della vita: uniti da questo, potrà mai essere motivo di divisione tra noi il fatto che votiamo in modo diverso?! Se ciò accadesse sarebbe la prova che siamo stoltamente più fiduciosi in un leader politico che in Cristo o, più meschinamente, che dalla politica aspettiamo qualche vantaggio, dimenticando che "Se hanno perseguitato me, ....". Non siamo masochisti, per carità! Ma non dimentichiamoci che la giustezza delle nostre scelte non è data dall'esito che ne speriamo! Ha ragione Scola: questo è il tempo della TESTIMONIANZA, non della militanza. Aiutiamoci a scegliere meglio, ma rispettiamo la libertà di ciascuno di noi!

 
10/04/2013 - lettera di Carron a Repubblica (maria gonano)

grazie. grazie grazie. Maria e Leo Aletti

 
10/04/2013 - Spero succeda in politica ciò che succede a me. (claudia mazzola)

Tante volte nel mio quotidiano mi trovo a dover affermare il valore dell'altro, che fatica! Quando ci riesco è bellissimo perchè ritrovo valore nel mio cuore.