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Politica

M5S/ Il grillino: non siamo una setta e Casaleggio non è un guru

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A proposito di elezioni, per il Quirinale avete qualche nome sicuro? Sembra che Emma Bonino non vi dispiaccia, ad esempio.
Forse a qualcuno nel movimento non dispiace, personalmente non la voterei mai.  Ci sono poche persone, a parte lei e Pannella, che sanno parlare o tacere quando c'è un amico da difendere o un nemico da colpire. Io non la voterei mai. C'è simpatia per Gino Strada e per Rodotà. Anche per Prodi, checché se ne dica, non c’è alcuna simpatia.

 

Torniamo all'ipotesi di governo: no a Bersani e magari sì a Renzi?
Assolutamente no, figuriamoci. Renzi lo vediamo come il fumo negli occhi. Renzi per noi è l'antitesi, è forse peggio di Bersani. Lei sa la nostra idea sui rifiuti: Renzi ha impestato la provincia di Firenze con gli inceneritori. E' un vecchio travestito da giovane.

 

Parliamo dei casi di democrazia interna al M5S, ad esempi l'espulsione di Favia. Che ne dice?
Dico che non si può pensare di cannoneggiare continuamente il M5S a fini volutamente personali, come ha fatto lui. L'ha fatto per essere espulso, per creare su di sé un martirio che gli consentisse di rivendersi dall'altra parte. Il suo atteggiamento è stato piuttosto evidente. Un atteggiamento disdicevole, perché era una persona molto preparata, però non ci credeva più in questo progetto e ha trovato il modo furbo per andarsene.

 

Cè chi dice che Grillo non vuole che andiate in televisione perché ha paura che non siate in grado di reggere un confronto, che siate poco preparati...
Non è vero, la verità è che noi siamo altro, siamo diversi rispetto a  questo sistema. Io la tv non riesco più nemmeno a guardarla, neanche programmi come Ballarò o Servizio Pubblico.

 

Perché?
Perché mi sono reso conto che gira molto falsità e adesso sono in grado di riconoscerla, adesso che la praticano su di noi. Nel momento in cui questo sistema televisivo è un pilastro che sostiene il sistema politico e noi ci definiamo estranei a questo sistema, giocoforza siamo estranei anche ai suoi strumenti.

 

Ma non è che definirvi così "diversi" vi faccia pensare che voi siete i buoni e tutti gli altri cattivi?
Gli altri sono liberi di pensare quello che vogliono: se non sono cattivi, si comportino da buoni. Io non ho piacere a definirmi buono e a definire gli altri cattivi, il più delle volte chi definisce gli altri definisce se stesso. Noi abbiamo una prassi politica di un certo tipo e loro definiscano la loro prassi. Non è detto che ci si incontri, anzi direi che sia assolutamente improbabile.