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QUIRINALE/ Panebianco: è Bersani-Beppe Grillo il vero "inciucio"

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E' molto probabile. Ma non importa. A quel punto, infatti, si sarebbe formato un nuovo governo, di cui Bersani sarebbe il capo fino alle prossime elezioni. Questo significherebbe disporre dei margini per potersi giocare la partita delle primarie che, altrimenti, gli sarebbe preclusa. In sostanza, si sta battendo per la sua sopravvivenza politica.

 

Pare che, nel frattempo, sia riuscito a mettere a segno un duro colpo contro Renzi.

Certo, impedirgli di essere a Roma per eleggere il presidente della Repubblica ha evitato una sua decisa legittimazione. Tuttavia, probabilmente non è così forte come appare. E’ pur sempre, infatti, esterno all’apparato, e lo ha tutto contro.

 

Torniamo a Bersani: le sue mosse non sono il massimo della vita...

No. Si tratta di una strategia disperata. Due sono i profili da evitare di eleggere al Colle: un personaggio sbiadito, magari non sgradito a entrambe le parti, ma del tutto incapace di governare questa fase; o un’anatra zoppa. Ovvero, un presidente che sia percepito come fazioso, delegittimato da quella parte del Paese rappresentato dal centrodestra. Ebbene, la strategia di Bersani condurrebbe a questa seconda opzione.

 

Perché il presidente eletto da Pd e M5S dovrebbe essere considerato un’anatra zoppa, mentre quello eletto da Pd e Pdl un presidente di larghe intese?

Perché Pd e Pd rappresentano le forze tradizionali del Paese. Accordarsi con l’M5S, invece, significherebbe allearsi con un partito che intende fare la rivoluzione come in Egitto, con un movimento politico che non accetta l’Abc della democrazia rappresentativa, ma che ha una visione assemblearista. Insomma, senza bisogno di evocare particolari pericoli, si tratta - tecnicamente – di un movimento antisistema.

 

L’accordo Pd-Pdl, quindi, è destinato a saltare?

Non si può escludere che Bersani punti ad un candidato che, tutto sommato, vada bene a Berlusconi; e che Berlusconi, alla fine, si accontenti, per scongiurare l’ipotesi per lui più pericolosa in assoluto, ovvero quella di avere un presidente ostile. Resta il fatto che, dalla quarta votazione in avanti, tutto può succedere. E Grillo è sufficiente flessibile per giocarsi la suddetta partita. 

 

(Paolo Nessi)



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