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MATRIMONI GAY/ Il Presidente della Consulta al Parlamento: riconoscere i diritti delle coppie omosessuali

Franco Gallo presidente della Consulta è intervenuto davanti al Parlamento rimproverando il ritardo con cui non si sarebbe provveduto a una legge per regolare i matrimoni delle coppie gay

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Intervento deciso e che aprirà discussioni quello di Franco Gallo presidente della Consulta oggi al Parlamento. Si trattava di una conferenza straordinaria sull'attività della Corte nel 2012 e Gallo è andato dritto al sodo rimproverando il Parlamento di aver ignorato gli inviti della Corte sui diritti delle coppie gay. Insomma, il Parlamento non avrebbe fatto quello che gli veniva chiesto e cioè fare una legge che equipari le coppie omosessuali con quelle etero. Gallo ha quindi chiesto che al più presto si proceda con una “regolamentazione della materia nei modi e nei limiti più opportuni". Va dunque affrontato il nodo dei diritti dei gay con una legislazione adeguata, ha detto. Questo perché "La Corte ha escluso l'illegittimità costituzionale delle norme che limitano l'applicazione dell'istituto matrimoniale alle unioni tra uomo e donna, ma nel contempo  ha affermato che due persone dello stesso sesso hanno comunque il diritto fondamentale di ottenere riconoscimento giuridico, con i connessi diritti e doveri, della loro stabile unione". Oltre alla problematica gay, Gallo ha sottolineato un altro grave ritardo da parte del parlamento e cioè quello relativo alla legge elettorale. La Corte, ha detto, con sentenze del 2008 e del 2012 aveva sollecitato il legislatore a riprendere aspetti definiti problematici del cosiddetto Porcellum, in particolare l'attribuzione del premio di maggioranza senza il raggiungimento di una soglia minima di voti o di seggi. 

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