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QUIRINALE/ Maroni e Monti danno le carte, Prodi rimane senza?

Pubblicazione:venerdì 12 aprile 2013

Romano Prodi (InfoPhoto) Romano Prodi (InfoPhoto)

Dietro la diplomatica risposta di essere interessato ai colli piacentini si nasconde proprio il disegno di riuscire a sfondare il muro che continua a dividerlo da Palazzo Chigi. Piuttosto il leader Pd sta riflettendo in queste ore sugli spazi che si possono aprire dietro il desiderio leghista di dar vita ad un governo al più presto, persino prima delle votazioni per il Capo dello Stato.

Non è un mistero per nessuno che al Senato centrosinistra, Scelta Civica e Carroccio i numeri per la fiducia sulla carta li avrebbero. E da un paio di giorni serpeggia la possibilità di un blitz per varare un esecutivo prima del 18 aprile. Ipotesi improbabile, ma non impossibile. Il pretesto lo potrebbe dare un vasto apprezzamento per il lavoro dei saggi del Quirinale. Certo, ciò non potrebbe avvenire senza un consenso più o meno tacito da parte di Berlusconi (che invece appare preoccupato dall’ipotesi), e soprattutto senza un’intesa praticamente chiusa sul nome del successore di Giorgio Napolitano.

Se così non dovesse essere, vorrà dire che le reciproche diffidenze avranno avuto il sopravvento, e come in un gioco dell’oca si tornerà alla casella di partenza. Nel frattempo è un fuggi fuggi dal ruolo di candidato: non solo Bersani, ma anche D’Alema si schermisce ed assicura di non essere candidato a nulla. È la tattica migliore per arrivare sulla poltrona più ambita, ma che tutti devono far finta di non volere per sé.



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