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SCISSIONE PD/ Adinolfi: così Bersani e Berlusconi si preparano a "far fuori" Renzi

Pubblicazione:venerdì 12 aprile 2013

Matteo Renzi (InfoPhoto) Matteo Renzi (InfoPhoto)

Franceschini ha ragione, ma vorrei aggiungere che, in tutta evidenza, le primarie farsa di dicembre scorso hanno messo in piedi un gruppo parlamentare sostanzialmente bersaniano, in termini politici di natura socialdemocratica. Una linea del genere è chiaramente incompatibile con l’approccio “liberal” di Renzi e con quello di molti altri all’interno del Pd, quindi è proprio lo schema nato da quelle primarie ad aver posto le condizioni di una cosiddetta scissione, anche se non credo che sia questo il termine migliore per definire ciò che sta accadendo.

 

Non sarà una vera e propria scissione?

Assisteremo semplicemente a un’inevitabile presa di coscienza del fatto che due cose totalmente differenti non possono convivere. Come ho scritto chiaramente anche sul mio blog, in cui tra l’altro invito Renzi a prendere atto di questa condizione, credo che il sindaco di Firenze sia un leader capace di unire trasversalmente una base sociale composta prevalentemente dai 29 milioni di italiani nati dopo il 1970, quelli che stanno pagando il prezzo più alto della tragedia di una classe dirigente vecchia e incapace, e ciò che in Inghilterra chiameremmo “New Labour”, cioè quella sinistra in grado di capire che il suo futuro non guarda al passato, ma riuscirà ad adeguarsi alla contemporaneità.

 

Renzi sarà capace di fare tutto questo?

Una leadership come quella di Renzi può pescare a tutto campo ed essere maggioritaria nel Paese, a meno che non si faccia stritolare dai meccanismi del Pd a cui si sta adeguando da fin troppo tempo, precisamente dal 6 ottobre 2012, quando accettò le regole di quelle primarie costruite ad hoc per farlo uscire sconfitto.

 

Come si dividerebbero allora le due "anime" del Pd?

Renzi potrebbe portare avanti un progetto di sinistra “liberal” attraverso un appello al rinnovamento palingenetico del Paese, mentre il residuato del post marxismo si organizzerebbe per mettere in piedi il tanto agognato partito “duro e puro” che sogna il partito di classe. Credo che in questo momento Renzi abbia tutto l’interesse a non permanere in una condizione come quella attuale, altrimenti nel tracollo del Partito Democratico, sotto le macerie, ci finirà proprio lui.

 

Cosa crede potrà realisticamente accadere nei prossimi giorni?

 Sono abbastanza convinto che Berlusconi e Bersani tenteranno un accordo “anti-Renzi” che produrrà un presidente della Repubblica di aria Pd e un governissimo, cioè tutto il contrario di quello che Bersani ha dichiarato fino a questo momento. Tutto ciò ovviamente porterà delle conseguenze, ma credo che ci sarà un voto politico in coincidenza con le elezioni europee del 2014 e che Renzi dovrà tenersi pronto. Quello sarà il suo vero banco di prova.

 

(Claudio Perlini)



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