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I SAGGI/ Mario Mauro: ecco le nuove "regole del gioco"

MARIO MAURO spiega in cosa è consistito il lavoro della commissione dedicata alle priorità politico istituzionali di cui ha fatto parte, nelle vesti di "saggio" nominato da Napolitano  

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Il lavoro dei saggi si è concluso e, se il prossimo governo lo facesse proprio, eviterebbe di perdere tempo a ideare un programma. Gli esperti nominati da Napolitano per produrre una sintesi delle priorità del Paese hanno consegnato, ieri, le proprie relazioni. Mario Mauro, assieme a Luciano Violante, Gaetano Quagliarello e Valerio Onida ha fatto parte della commissione incaricata di indicare una soluzione ai principali nodi politici e istituzionali (l’altra si è occupata della tematiche socio-economiche ed europee). Gli abbiamo chiesto quali novità sono emerse.

 

Qual è stato il filo conduttore del vostro lavoro?

Il nostro sforzo, in sostanza, è consistito nel guardare più agli aspetti che uniscono che a quelli che dividono. E nel rendere evidente quanto sia necessario fare un governo presto e bene. Va detto che, per ragioni di brevità ed efficacia, i lavori sono stati condotti separatamente. Tuttavia, le due relazioni sono inscindibili. L’una è complementare all’altra. Ovvero: la commissione di cui ho fatto parte ha definito le regole del gioco; l’altra ha indicato lo schema di gioco per vincere la partita. Per intenderci, la parte relativa alla giustizia civile è stata inserita per ovvie ragioni nel documento istituzionale. Ma, evidentemente, ha profonde ricadute sull’intero tessuto economico ed è legata al recupero di competitività. Le aziende straniere, infatti, continueranno a non investire in Italia se la disciplina sul lavoro resterà incomprensibile e se la durata dei processi sarà sempre così estesa.

 

Il vostro lavoro sarà preso in considerazione e tradotto in misure concrete?

Questo lavoro rimarrà lettera morta se non ci sarà la volontà politica, da parte dei partiti, di anteporre alle loro parziali visioni il riconoscimento della necessità di dare un governo all’Italia.

 

Il vostro metodo sarà applicato anche nel corso dei lavori parlamentari?

Questo non possiamo prevederlo. Sottolineerei, in ogni caso, che in questi giorni non ci siamo limitati a parlare tra di noi.

 

Ciascuno di voi era espressione del partito di riferimento, o almeno della sua maggioranza?

Non in assoluto. Queste designazioni sono state fatte dal presidente della Repubblica prescindendo da un impegno dei partiti in quanto tali. Ribadisco, in ogni caso, che non ci siamo tenuti per noi le nostre riflessioni.

 

Perché il primo dei punti della vostra relazione riguarda proprio i partiti?


COMMENTI
13/04/2013 - Saggi e miopia propositiva (GIANCARLO TETTAMANTI)

Caro Mario Mauro, debbo dirti che non mi entusiasma quanto i saggi hanno fatto. C'é dentro di tutto e nulla di tutto. Soprattutto manca ancora una volta l'attenzione alla scuola e alla educazione. Questi sono i cardini di una società democratica che vuole crescere. Purtroppo anche voi saggi siete stati colti da incurabile miopia e il discorso di una concreta libertà di educazione e di un sistema nazionale di istruzione veramente libero resta lettera morta. Lo dico particolarmente a te che provieni dalla scuola e sai che educazione e scuola si fondano sulla libertà e non sullo Stato: peccato che anche tu ti sia lasciato chiudere la bocca e gli occhi di fronte a questo problema che é e resta di vitale importanza. Mi spiace.

 
13/04/2013 - Commento (Diego Perna)

Non so perché ma non mi vengono commenti di nessun tipo, mi piacerebbe peró leggerne qualcuno. Auguro a tutti, ce ne bisogno ora piú che mai, saggi o non saggi ,governissimi o no, Buona serata e buona fortuna.

 
13/04/2013 - commento (francesco taddei)

i giudici devono essere sanzionati se violano il diritto. questo è equilibrio dei poteri. questo non c'è in italia.