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SCENARIO/ Vittadini: bene i saggi, ora un governissimo per 5 anni

Pubblicazione:sabato 13 aprile 2013

Giorgio Vittadini (InfoPhoto) Giorgio Vittadini (InfoPhoto)

Serve un accordo vero e andare al voto più in là possibile, due anni è troppo poco. La Germania si è data 5 anni di larga coalizione, al termine dei quali è stato possibile ripartire dal via, in una sana competizione fra schieramenti. Non è giusto, e nemmeno leale, che i partiti abbiano rinnegato il loro sostegno dato al governo Monti. Servirebbe un ricambio, da un lato una svolta alla Blair, che è cosa diversa dalla rottamazione, e dall'altra il superamento del personalismo, del giustizialismo e dello statalismo che ha caratterizzato l'ultimo governo Berlusconi. Ma non vedo nè l’una nè l’altra cosa. 

Molti ritengono che proprio un'intesa Berlusconi-Bersani volta a salvare le rispettive leadership può favorire un accordo.
È auspicabile un accordo pieno sia sul governo che sulla presidenza della Repubblica, ma si deve anche avviare una fase di cambiamento. Fase in cui i cattolici debbono essere protagonisti in virtù dell'esperienza che portano e non per una egemonia. 

Anche Grillo vuole il cambiamento. 
Il programma di Grillo non lo condivido nel merito. Ad esempio quando sull'educazione punta tutto sulla scuola statale, non si rende conto che così si andrebbe a fondo. No, non è quello il cambiamento che serve al Paese.

 

(Angelo Picariello)



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COMMENTI
15/04/2013 - Ha ragione Vittadini (Claudio Baleani)

Hanno ragione Marongiu e Vittadini. In realtà il bipolarismo c'è sempre stato. Quello che manca è il confronto nel merito. E' giusto quello che dice Vittadini. Mi domando: ma se questo confronto, che giustamente Vittadini vuole, non si attiva e il governo non si riesce a fare, si può pensare che il 69,7% dei voti degli italiani rappresentati in parlamento esca dall'aula per far passare un monocolore del PD? E per fare cosa? Si può pensare di continuare lo scontro senza avere nelle istituzioni un sistema dove lo scontro trovi nel giudizio degli elettori una soluzione? Un sistema c'è. Si chiama presidenzialismo. Il presidenzialismo non risolve la carenza di proposte, ma apre il confronto democratico sul merito e soprattutto distrugge la logica di partito che crea legami fittizi. Nella nostra storia noi abbiamo avuto l'epoca dei prefetti di ferro con poteri sugli enti locali enormi e proprio in quell'epoca c'è stata una fioritura di opere e di presenza sociale dei cattolici, dei socialisti, dei comunisti e anche dei liberali. E' questa marmellata di oggi che porta ad idee strampalate di un governo PD, molto frazionato al suo interno, di minoranza mettendo lo spauracchio di un Berlusconi che si fa assolvere dal Parlamento. E' una sciocchezza per il semplice fatto che nessun politico può in Italia garantire questo risultato.

 
14/04/2013 - Vittadini ha ragione in pieno (Ivio Nicola Marongiu)

Caro Crippa nel 48 la DC di De Gasperi stravinse "inaspettatamente" le elezioni e aveva tutti i numeri per governare. Nel 75 (mi sembra)la DC e alleati avevano i numeri e governarono chiedendo tuttavia al PCI di aiutare L'Italia ad uscire dalla crisi con l'astensione. Ma, ripeto, c'erano i numeri. Oggi no,non ci sono i numeri per un governo omogeneo di sinistra, ma oggi c'è la stessa gravissima crisi dell'Italia, come nel 48 e nel 75. Che si fa? Ha pienamente ragione Vittadini: si fa un governo di solidarietà nazionale chiedendo ai partiti rappresentanti delle culture popolari del Paese, di concordare una strada per la ripresa-rinascita-risorgimento dell'Italia. Altrimenti subito al voto. A me sembra ovvia l'alternativa. Ragionare in maniera diversa, a questo punto, a pazienza scaduta, mi sembra un capriccio da bambini.

 
13/04/2013 - "Governissimo" è diverso da "Non sfiducia" (Giuseppe Crippa)

Occorre dare atto a Vittadini di essere più che legittimato a chiedere un “governissimo” perché già in tempi ormai lontani sosteneva per esempio: “…Parlando di governo istituzionale e di altro: ci vuole qualcosa di simile a quello che è successo nel 1948. Allora c’era un bipolarismo molto forte ed elezioni molto dure ma c’era un accordo di fondo sui temi per lo sviluppo comune di un Paese. Mi sembra che, in un momento di crisi economica e di problema istituzionale, occorra che ci sia un accordo su questo tema: noi promuoviamo l’Intergruppo per la Sussidiarietà, parliamo di bipolarismo mite, vogliamo il paragone, perché senza questo si va a sportellate e si fa fuori l’Italia...” (Meeting di Rimini, 21 agosto 2007). Personalmente la formula del “governissimo” non mi piace perché penso che chi ha perso le elezioni – ed il Centro Destra ha perso – non possa pretendere di essere messo sullo stesso piano di chi ha pur faticosamente vinto. Se il Centro Destra ha davvero a cuore il governo del Paese garantisca la governabilità con una astensione costruttiva ma non chieda ministeri (o peggio ancora, salvacondotti et similia).