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SCISSIONE (?)/ Il divorzio tra Bossi e Maroni sarà la vera "secessione" della Lega?

Umberto Bossi e Bobo Maroni (Foto: Infophoto) Umberto Bossi e Bobo Maroni (Foto: Infophoto)

L'azzeramento della vecchia gestione finanziaria, il “pensionamento presidenziale” di Bossi, la nuova linea di difesa soprattutto del Nord nella prospettiva della macro-regione, hanno al momento assicurato una dignitosa sopravvivenza alla Lega e un ruolo politico soprattutto nel Nord, in tre regioni chiave del sistema-Italia, anche se ormai traballante. Ma lo scontro tra la concezione di un partito retto da un leader carismatico e la calata in una politica a lungo respiro riemerge continuamente ed è destinato inevitabilmente a portare a una resa dei conti.
In una situazione come questa, è sufficiente un qualsiasi pretesto, una qualsiasi mossa dai toni ambigui per creare un allarme di secessione, non quella invocata per anni “da Roma”, ma all'interno dello stesso movimento lumbard.
C'è un'ulteriore considerazione da fare. E' una prima considerazione di carattere storico dei nuovi partiti della cosiddetta seconda repubblica. Non ce ne è uno di questi partiti che si stia salvando da una sorta di radicali divisioni interne. Quando nacque “Forza Italia”, poi diventato Partito della libertà, nessuno poteva immaginare che si staccassero prima alcuni gruppi e poi leader del calibro di Gianfranco Fini e altri. Così nessuno poteva immaginare che, dopo il lungo travaglio di costruzione del Partito democratico, si arrivasse oggi a parlare di “rottamati” e di “rottamatori”, paventando addirittura un rischio scissione. La stessa cosa (che per altro è già avvenuta in anni passati) perché non dovrebbe avvenire anche nella Lega dopo venti anni di inconsistenza e di desolazione politica?

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COMMENTI
13/04/2013 - commento (francesco taddei)

i partiti non sono mai stati sotto un severo e autonomo controllo di legge, non sono più espressione della volontà popolare, sono solo principati assoluti e tirannici.