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SCENARIO/ Berlusconi "intrappola" Bersani tra Prodi, governissimo e nuove elezioni

Pubblicazione:domenica 14 aprile 2013

Silvio Berlusconi sul palco a Bari (InfoPhoto) Silvio Berlusconi sul palco a Bari (InfoPhoto)

Anche per Bersani, però, il sentiero appare stretto: se il presidente della Repubblica sarà frutto di un’ampia intesa con la destra, che lui voglia o no s’imprimerà una spinta verso la costituzione di un governo figlio di uno schema politico simile. Quello schema che il leader piacentino ha pervicacemente rifiutato e che quindi non potrebbe pensare di incarnare, a meno di una clamorosa conversione ad U. Se, al contrario, si finisse ad eleggere un presidente senza il centrodestra, probabilmente Bersani potrebbe avere l’incarico, ma rischierebbe di arenarsi sullo scoglio del Senato e porterebbe a casa solo la magra consolazione di gestire le elezioni anticipate.
Proviamo a fare qualche ipotesi sui nomi: nel caso di una scelta condivisa ad incarnarla possono essere Franco Marini, Massimo D’Alema, Anna Finocchiaro o Giuliano Amato, anche se quest’ultimo sconta il no categorico della Lega. Se invece si andrà al muro contro muro, il grande favorito non può essere che Prodi.
Ma a complicare un quadro già complesso c’è anche il fronte interno al PD, cioè lo scalpitare a bordo campo di Matteo Renzi, pronto a reclamare a gran voce nuove primarie nel caso in cui tutto precipiti verso il ritorno alle urne. In questo l’inaspettato alleato di Bersani potrebbe essere proprio Berlusconi, perché più tempo si dà al sindaco di Firenze più lo si rafforza. Se le urne fossero vicinissime, invece, potrebbe non esserci il tempo per indire una nuova consultazione per la premiership del centrosinistra. Resta da vedere se questo è anche l’interesse di un paese che dalla crisi economica non riesce a uscire.



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COMMENTI
14/04/2013 - commento (francesco taddei)

insomma dopo un presidente di sinistra eletto con i soli voti della sinistra un altro presidente della repubblica di sinistra in compagnia di quelli di camera e senato! egemonia culturale. e ipocrisia.