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IL CASO/ L’"ideologo" di Beppe Grillo: Prodi votato da M5S? Se esce lui tolgo il disturbo

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Romano Prodi (InfoPhoto)  Romano Prodi (InfoPhoto)

Sono un po’ perplesso, anche se è evidente che Grillo è il capo politico del M5S. Ma al di là delle etichette, tra le regole del M5S c’è il fatto che uno non si può candidare chi ha subito comunque una condanna penale. E’ questo il caso di Grillo, il quale infatti non si è presentato per le elezioni al Parlamento. Ciò dovrebbe valere a maggior ragione per la presidenza della Repubblica. Mi domando a questo punto se Grillo si farà votare, e poi si ritirerà lasciando spazio al secondo di questa rosa che sarà votato con una minoranza esigua. Non capisco che significato abbia una scelta del genere, e a maggior ragione mi dispiacerebbe se Grillo corresse per il Quirinale e la maggioranza dei deputati del M5S votassero per un altro. Il mio invito a Grillo è quindi a dimettersi fin da subito dalla corsa per il Quirinale, in modo da lasciare spazio a qualcun altro.

 

Secondo lei chi dovrebbe essere sostenuto per la corsa al Quirinale dal M5S?

Tra i dieci primi candidati usciti dalle Quirinarie ci sono anche due figure di grande prestigio e levatura come Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky. Si tratta di due grandi giuristi, due uomini di cultura, due personalità entrambe d’ispirazione di sinistra. Poiché Rodotà in passato ha avuto anche delle cariche politiche, io lo metterei in secondo piano sulla base dei criteri del movimento rispetto a Zagrebelsky che è stato presidente della Corte costituzionale.

 

E quindi?

Puntando su uno di questi due il movimento farebbe una scelta molto ampia, farebbe comprendere che il presidente della Repubblica per la funzione che ha è al di sopra delle singole formazioni politiche. Quindi deve essere espressione di un’ampia maggioranza, anche perché per i primi tre scrutini è previsto che si debbano raggiungere i due terzi dei voti. Questi due nomi, e soprattutto Zagrebelsky, potrebbero mettere in difficoltà soprattutto il Pd. Voglio vedere se il Partito Democratico avrà il coraggio di votare contro un candidato che è tendenzialmente di area di sinistra e che ha un nome di così grande prestigio.

 

(Pietro Vernizzi)



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