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IL CASO/ L’"ideologo" di Beppe Grillo: Prodi votato da M5S? Se esce lui tolgo il disturbo

Pubblicazione:lunedì 15 aprile 2013

Romano Prodi (InfoPhoto) Romano Prodi (InfoPhoto)

“Se dovesse uscire Prodi esco io. O meglio poiché non sono neppure entrato tolgo semplicemente il disturbo”. E’ il tweet del Paolo Becchi, "ideologo" del Movimento 5 Stelle, dopo che alle Quirinarie dei simpatizzanti di Grillo, Prodi è risultato uno tra i dieci nomi più votati.

 

Becchi, davvero la scelta di Prodi è un fatto così grave?

Lo considero un fatto shoccante che mi provoca grande amarezza e delusione. Io non contesto la procedura seguita per le Quirinarie, né ritengo che sia stata inquinata da brogli. Il risultato che emerge mi pone però dei gravi interrogativi su chi siano i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Se quest’ultimo deve essere il nuovo e la rottura con i partiti, non capisco perché abbia votato Prodi che è esattamente il passato. Il Professore è stato presidente del Consiglio e il presidente della Commissione Ue, non mi pare quindi una persona che possa corrispondere ai desiderata del movimento. E’ quindi molto sorprendente questa scelta, che lascia sconcertati e delusi, in quanto fa pensare che all’interno del M5S ci sia un numero consistente di persone che vedrebbero bene Prodi come presidente della Repubblica.

 

Lei ha definito il deputato grillino Tommaso Currò, che ha aperto a un governo del Pd, come “un traditore”. Ripeterebbe quelle parole?

Se Currò o qualsiasi altro deputato del M5S dovesse votare la fiducia a Bersani, chiaramente sarebbe un traditore. Non so quindi con quali altri termini riferirmi nei confronti di chi è portavoce di un movimenti che dice no a un accordo politico con i partiti, e poi lo sottoscrive a sua volta. Non è neanche un dissidente, è uno che tradisce la linea politica che era ed è tuttora espressione del movimento. Ciò non vuol dire fare le purghe staliniane, il punto è che chi si comporta come Currò si autoelimina da solo. Il problema è che siamo abituati a un linguaggio talmente edulcorato, che parlare oggi di tradimento, nemico politico, conflitto e tutte le altre parole forti crea scandalo. Il linguaggio politico però non è fatto per le anime belle, ma comprende anche queste espressioni forti.

 

Che cosa ne pensa del fatto che tra i possibili candidati come presidente della Repubblica ci sia lo stesso Beppe Grillo?


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