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IL CASO/ Quello che il cattolico Renzi non dice nella lettera a Repubblica

Pubblicazione:lunedì 15 aprile 2013

Matteo Renzi (InfoPhoto) Matteo Renzi (InfoPhoto)

Una rivendicazione che già Benedetto XVI, durante i vespri in occasione della chiusura dell’anno paolino, sgretolò con fermezza.

«La parola "fede adulta"», osservava Papa Ratzinger nel giugno del 2009, «negli ultimi decenni è diventata uno slogan diffuso. Ma lo s’intende spesso nel senso dell’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi Pastori, ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere – una fede "fai da te", quindi. E lo si presenta come "coraggio" di esprimersi contro il Magistero della Chiesa».

«In realtà, tuttavia, non ci vuole per questo del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso. Coraggio ci vuole piuttosto per aderire alla fede della Chiesa, anche se questa contraddice lo "schema" del mondo contemporaneo. È questo non-conformismo della fede che Paolo chiama una "fede adulta". È la fede che egli vuole. Qualifica invece come infantile il correre dietro ai venti e alle correnti del tempo». La "fede adulta" autentica, infatti, «si oppone ai venti della moda», proprio perché «non si lascia trasportare qua e là da qualsiasi corrente».

Così, ribadiva con forza Benedetto XVI «fa parte della fede adulta, ad esempio, impegnarsi per l’inviolabilità della vita umana fin dal primo momento, opponendosi con ciò radicalmente al principio della violenza, proprio anche nella difesa delle creature umane più inermi. Fa parte della fede adulta riconoscere il matrimonio tra un uomo e una donna per tutta la vita come ordinamento del Creatore, ristabilito nuovamente da Cristo».

Piuttosto che offrire lezioni sul rapporto tra fede e politica, cercando al tempo stesso di nascondere l’opportunismo politico di demolire una candidatura al Quirinale, sarebbe utile capire che cosa pensa il sindaco di Firenze a proposito dei principi non negoziabili.

Se di fronte alla vita, all’educazione e alla famiglia ritiene che la fede sia qualcosa di privato, oppure un fattore decisivo per portare un contributo al bene comune.

Se la fede possa diventare intelligenza della realtà, oppure sia preferibile un comodo dualismo da "cattolico adulto", la cui fede non si oppone ai venti della moda e si lascia trasportare qua e là da qualsiasi corrente.



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