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NUOVA LEGGE ELETTORALE/ Onida (Saggi): uninominale a doppio turno e proporzionale

Pubblicazione:lunedì 15 aprile 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 15 aprile 2013, 8.59

Valerio Onida Valerio Onida

L’albo dei lobbisti serve per rendere esplicito ciò che già oggi accade. Quando si discute una legge, specie se tecnicamente complessa, poniamo in materia di produzione e vendita di imballaggi, ci sono delle linee di indirizzo sulla protezione ambientale, e degli specifici aspetti tecnici che incidono sui vari interessi in gioco. Il Parlamento finisce spesso preda di pressioni dei rappresentanti degli interessi. Nel sistema dell’albo, in vigore in altri paesi, l’industria farmaceutica, ad esempio, può avere dei suoi rappresentanti, che vanno a discutere e hanno il diritto di essere ascoltati. Tutto prò avviene alla luce del sole e non sottobanco, o al limite estremo corrompendo. L’organo deliberativo è quindi del tutto libero di decidere sui vari interessi in gioco, motivando rispetto alla soluzione che può essere più o meno favorevole ad essi.

 

Quali sono invece gli elementi più importanti contenuti nella relazione sul tema della giustizia?

Con la relazione presentata dai saggi si punta a rendere più efficiente e tempestiva la giustizia. Il maggiore problema della giustizia in Italia oggi è quello dei tempi dell’ingolfamento degli organi giudiziari. Nella relazione si indicano precise misure, sia nel campo penale sia in quello civile. Quella italiana è una giustizia che non funziona, nel senso che spesso non rende il suo servizio. Attraverso una serie di misure si suggeriscono strade per combattere questo problema.

 

Nel documento, sempre in materia di giustizia, si afferma anche che uno dei problemi è quello di garantire meglio i diritti fondamentali. Che cosa si intende dire?

Da questo punto di vista, l’Italia ha un sistema che pur essendo aperto alla protezione internazionale e alla Corte europea dei diritti del’uomo, presenta delle lacune. Una di queste è per esempio dovuta al fatto che alla convenzione Onu sulla tortura non corrisponde nella nostra legislazione un reato di tortura. Nei famosi processi del G8 di Genova siamo arrivati a numerose prescrizioni perché le imputazioni potevano essere solo quelle previste dalle leggi vigenti.

 

Che cosa si afferma invece dal punto di vista della procedura?

Sempre nel documento, si lancia l’idea di introdurre una forma di ricorso individuale diretto, per violazione dei diritti fondamentali, di fronte alla Corte costituzionale, come accade in Germania o in Spagna. Invece di gridare all’ingiustizia quando un giudice adotta una certa decisione, se sono in gioco dei diritti fondamentali sarebbe possibile avere una sede nella quale fare valere eventuali violazioni dei diritti fondamentali, dall’equo processo fino ai principi in materia penale.

 

(Pietro Vernizzi)



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