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QUIRINALE/ Video, Renzi: Bersani cerca l'insulto, no a Marini e alla Finocchiaro

Attacco a tutto tondo del sindaco di Firenze: Bersani cerca l'insulto. No a un presidente della Repubblica cattolico, deve essere espressione di tutti

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Sul Quirinale è sempre più scontro aperto fra le due anime del Pd, cioè il segretario Bersani e il sindaco  di Firenze Renzi. La polemica come si sa infuria da quando Renzi non è stato invitato a far parte dei cosiddetti grandi elettori del suo partito, quelli appunto che devono votare per il nuovo capo dello Stato. Sulla decisione il suo partito si era già spaccato, con D'Alema e Franceschini che lo hanno difeso. La polemica prosegue: parlando al Tg 5 il sindaco di Firenze ha criticato quello che ha definito un atteggiamento "da intrallazzini quando si dice una cosa in pubblico e un'altra in privato". In più ha attaccato frontalmente il suo segretario: "Mi spiace che Bersani cerchi l'insulto e l'accusa per di più tra persone dello stesso partito". A proposito di Quirinale Renzi si è detto contrario alle possibili candidature di Anna Finocchiaro e di Franco Marini, entrambi provenienti dal suo partito. Il motivo è che secondo Renzi i due nomi non sono in grado di coinvolgere la più ampia maggioranza possibile come invece deve essere per un capo dello Stato. Secondo Renzi infatti Marini essendo stato bocciato alle elezioni per il senato non gode di popolarità condivisa mentre Anna Finocchiaro non rappresenta un messaggio anti casta. Il riferimento è alle foto che la vedevano ripresa a fare la spesa all'Ikea con la scorta di stato.  Inoltre critica anche quanti vorrebbero un cattolico alla presidenza della Repubblica: essere cattolici non basta, ha detto. "Per me può essere buddista, musulmano, ebreo, ateo. Mi interessa che rappresenti l'Italia, che sia custode dell'unità in tempo di divisioni" ha scritto in una lettera pubblicata dalla Repubblica. Infine alcune parole anche per Berlusconi. In caso si candidasse alle prossime elezioni, vorrei batterlo e mandarlo in pensione, altro che mandarlo in galera.