BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

QUIRINALE/ Sansonetti: il "partito di Repubblica" ha bocciato D'Alema (e incoronato Marini)

Pubblicazione:giovedì 18 aprile 2013

Massimo D'Alema (InfoPhoto) Massimo D'Alema (InfoPhoto)

D’Alema non è uno del “partito di Repubblica”, anche se da questo punto di vista poteva risultare più gradito anche al centrodestra. Il problema di D’Alema è che ha una discreta opposizione all’interno del suo partito. Da una parte i renziani e dall’altra i veltroniani avrebbero fatto da franchi tiratori in Parlamento. Fra i dirigenti politici degli ultimi 20 anni D’Alema è però uno dei due o tre di maggior valore.

 

Il Pd non ha trovato l’accordo con l’M5S su Rodotà. Poteva essere una scelta credibile?

Rodotà è un nome molto interessante, una figura di grande esperienza politica, un giurista e una personalità notevole. Il suo difetto fondamentale è che è stato scelto da strane primarie, nel corso delle quali hanno votato online, dunque in maniera molto discutibile, circa 40mila persone. Temo che questa operazione abbia bruciato quello che di per sé era un candidato ragionevole. Proposto in questo modo diventa però quasi un’imposizione di Grillo. Sembra che il leader del Movimento 5 Stelle abbia il potere di decidere la figura più indicata per la presidenza della Repubblica.

 

Eppure Rodotà era stato sottoposto a un vaglio “democratico” …

In realtà Rodotà non aveva neanche vinto le minuscole Quirinarie, era arrivato terzo e in seguito alla rinuncia dei primi due era diventato il cavallo di battaglia di Grillo. In molti Paesi il presidente è eletto dal popolo. In Italia abbiamo stabilito che ciò non può avvenire, ma l’alternativa non può essere certo fare votare 40mila amici di Grillo. E’ un metodo che lascia a desiderare, basti pensare che in Venezuela si contesta l’elezione di Maduro che è stato eletto con 250mila voti di scarto. A parte questo problema, Rodotà aveva tutte le carte in regola per fare il presidente della Repubblica, ma bisognava seguire altre strade e non certo la decisione di Grillo.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.