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QUIRINALE/ Sansonetti: il "partito di Repubblica" ha bocciato D'Alema (e incoronato Marini)

Pubblicazione:giovedì 18 aprile 2013

Massimo D'Alema (InfoPhoto) Massimo D'Alema (InfoPhoto)

ELEZIONE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: LO SCENARIO. Accordo tra Pd, Pdl e Scelta Civica per appoggiare Franco Marini come presidente della Repubblica. Nell’incontro tra Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi, il segretario del Pd aveva presentato una terna che includeva anche Giuliano Amato e Sergio Mattarella. Tra i tre Berlusconi non ha avuto dubbi e ha scelto Marini, all’insegna di quella che Bersani aveva definito la “più ampia condivisione”. Matteo Renzi si è però schierato contro la candidatura di Marini, minacciando di uscire dal partito. Ilsussidiario.net ha intervistato Piero Sansonetti.

 

Come valuta la scelta di Marini e le critiche di Renzi?

Non ho capito perché Marini sia stato criticato da Renzi, il quale non ha ancora fatto nulla in politica, mentre il senatore ha fatto molto. Ha guidato un grande sindacato come la Cisl, ha fatto grandi battaglie, si è esposto, ha lottato all’interno della Democrazia Cristiana e ha una grandissima biografia politica, che può piacere o meno. Non mi pare proprio però che Renzi abbia i numeri per affermare che Marini non vale niente. Forse tra 30 anni il sindaco di Firenze avrà fatto un decimo di quanto Marini ha fatto per la politica italiana. Marini è uno degli esponenti della nostra classe politica con la statura morale più alta. Le sue battaglie non sono mai state per i posti di potere, ma sui temi più importanti. Renzi deve ancora incominciare a fare queste battaglie.

 

Con la scelta di Marini cade l’ipotesi di D’Alema. Poteva essere una candidatura credibile?

D’Alema è uno dei dirigenti politici più prestigiosi e importanti della seconda Repubblica. La candidatura sarebbe stata ragionevolissima. Ha avuto un rapporto abbastanza normale con Berlusconi, come avviene tra due avversari politici che si rispettano e il cui livello di scontro non è stato mai esagerato. Rispetto a numerosi altri dirigenti del centrosinistra, D’Alema ha anche il vantaggio di essersi occupato di battaglie sui contenuti con Berlusconi e di non essersi mai mischiato in questioni giudiziarie o personali.

 

Perché, almeno per ora, la sua candidatura non è risultata vincente?


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