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BERSANI/ No al governissimo, rimane la mia proposta. Ritorno al voto? Ipotesi disastrosa

Pubblicazione:martedì 2 aprile 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 2 aprile 2013, 17.33

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Intervenuto in conferenza stampa alle 16 di oggi insieme ad Enrico Letta, Pier Luigi Bersani ha fatto il punto sull’attuale situazione politica: "Il Paese chiede una guida perché ha dei problemi, ma manca di fiducia e ha bisogno di cambiamento. Con questa profonda convinzione ci siamo messi all'opera. Siamo maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato. Questa situazione ci impone di prenderci delle responsabilità". "Noi siamo per la corresponsabilità istituzionale – ha detto ancora il leader democratico - che non si realizza con un governissimo Pd-Pdl-Scelta Civica: sarebbe una risposta sbagliata perché finirebbe per raffigurare politica che si chiude nel fortino e si protegge. Abbiamo avanzato un'altra proposta e il mio appello è a guardarla meglio. E' una proposta che tiene insieme la necessità di cambiamento e un percorso per le riforme istituzionali". Ribadito il suo “no” a ogni governissimo, Bersani immagina un governo di cambiamento e si dice pronto a farsi da parte: “Bersani è a disposizione per questa soluzione, ma se Bersani è un problema, Bersani è a disposizione perché prima c'è l'Italia". Proprio riguardo le attuali difficoltà, il segretario Pd ha aggiunto che “il Movimento 5 Stelle ha un disimpegno conclamato e vuole mette in frigorifero i suoi otto milioni di voti. Non si preserva così la legislatura: non c'è insulto che cancelli questa elementare realtà". "Il presidente della Repubblica ha fatto quello che doveva e poteva fare: garantire all'Europa e all'Italia una continuità istituzionale", ha spiegato Bersani, il quale ha ribadito il proprio punto di vista: “Affiniamo e discutiamo la posizione ma quella del doppio registro, governo di cambiamento e convenzione per le riforme, è secondo noi l'unica pista". “La crisi italiana non si risolve andando a nuove elezioni, ma dando governabilità", ha poi affermato Bersani, definendo il ritorno alle urne “un'ipotesi disastrosa, così come gran parte del Parlamento. Purtroppo l'incrocio con il semestre bianco è stato un'ulteriore difficoltà perché può lasciare spazio a tatticismi". Motivando ancora una volta la sua opposizione a un governissimo, Bersani ha chiarito che “sarebbe un governo immobile, la politica in una zattera sempre più piccola in un mare molto agitato. Con Berlusconi abbiamo già un'esperienza alle spalle, il governo Monti e abbiamo già visto l'impasse". Infine, riguardo l'elezione del prossimo presidente della Repubblica, il segretario Pd ha sottolineato: "Prendeteci in parola, noi siamo ligi alla Costituzione che ci chiama a lavorare onestamente per una soluzione di larga o larghissima convergenza parlamentare e fino a prova contraria lavoriamo così". "Noi – ha concluso - abbiamo in testa solo di lavorare onestamente per avere un presidente di larga condivisione, fino a prova contraria di impossibilità a trovare a questa soluzione".



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