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SPILLO/ L’Italia, una Repubblica fondata sulla "conventio ad excludendum"

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Significativa la presa di posizione di un illustre padre costituente che, rotto il silenzio che lo aveva contraddistinto nei decenni passati, propone dei comitati in difesa della Costituzione proprio contro l'avanzare del berlusconismo. Dall'impegno politico degli ultimi anni di vita di Giuseppe Dossetti nascerà proprio l'Ulivo di Romano Prodi, un soggetto che precede e rende possibile la costituzione di un qualcosa di insolito nel panorama della sinistra europea: il Partito Democratico, realtà che non si inserisce nel filone lib-lab, né si definisce socialdemocratica.

Il resto è cronaca di questi giorni. Un Paese che, deluso e sfibrato, consegna un risultato elettorale frammentato ed una classe dirigente che paralizza le istituzioni per i veti incrociati. Forze politiche che si autoimpongono la "conventio ad excludendum", avanzando proposte irricevibili o considerando i propri componenti puri e immuni da ogni contaminazione del passato, mentre continuano a puntare il dito contro gli altri, quelli che avrebbero ridotto il Paese nell'attuale condizione. Il tutto dimenticando, o addirittura stigmatizzando, il metodo che la politica stessa impone: il compromesso. Questo metodo non c'entra nulla con il vituperato inciucio, ma definisce la capacità di tenere insieme le ragioni di tutti nella responsabilità condivisa per il bene comune. In Svizzera la democrazia consociativa è un vero e proprio sistema politico consolidato che prevede il coinvolgimento di tutti i principali partiti, in proporzione alla propria forza elettorale, ai vertici dell'amministrazione. Più semplicemente negli Stati Uniti la ricerca del compromesso tra Repubblicani e Democratici è prassi quando la maggioranza del Congresso non esprime anche l'inquilino della Casa Bianca, com'è recentemente accaduto con Obama.

Tuttavia c'è bisogno della consapevolezza che la politica è un ambito della ragione, non del mito. Solo quando la prima smitizzerà la pretesa di redimere la società dal male, tipica di chi si professa sempre e comunque "anti-" e procede per "conventio ad exlcudendum", potremo allora considerare maturo quel processo di vita democratica avviato con la Costituzione del 1947.   

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