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BEPPE GRILLO/ La Repubblica democratica è morta ieri

Pubblicazione:domenica 21 aprile 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

“La Repubblica, quella che si dice democratica e fondata sul lavoro, ieri è morta”. Dopo la manifestazione di protesta che ha visto scendere oggi migliaia di persone in piazza santi Apostoli a Roma, Beppe Grillo torna a commentare la giornata di ieri in cui Giorgio Napolitano è stato nuovamente eletto presidente della Repubblica. “Pensi al sorriso raggiante di Berlusconi in Parlamento, risplendente come il sole di mezzogiorno, dopo la nomina di Napolitano, e ti domandi come è possibile tutto questo, pensi ai processi di Berlusconi, a MPS, alle telefonate di Mancino, ai saggi e alle loro indicazioni per proteggere la casta. Sai che alcuni di loro diventeranno ministri. Ti viene lo sconforto”, spiega Grillo. “Tutto era stato predisposto con cura – afferma - Un governissimo, le sue ‘agende’ Monti e Napolitano, persino il nome del primo ministro, Enrico Letta o Giuliano Amato, e un presidente Lord protettore dei partiti. Uno tra Amato, D'Alema o Marini avrebbe dovuto essere l'eletto. Rodotà ha rovinato i giochi”. Ed ecco quello che il leader M5S chiama “il piano B” con “il rientro di Napolitano che fino al giorno prima aveva strenuamente affermato che non si sarebbe ricandidato. E di notte, in poche ore (minuti?) si è deciso (ratificato?) il presidente della Repubblica e la squadra di governo. Chiamala, se vuoi, democrazia”. L'Italia ha perso, sottolinea Grillo, “e, non so perché, mi viene in mente il pianto disperato di Baresi dopo la finale persa ai rigori con il Brasile nel 1994. Il MoVimento 5 Stellle è diventato l'unica opposizione, l'unico possibile cambiamento. Il Partito Unico si è mostrato nella sua vera luce. Noi o loro, ora la scelta è semplice. Coloro che oggi sono designati al comando della Nazione sono i responsabili della sua distruzione. Governano da vent'anni. Per dignità dovrebbero andarsene, come avviene negli altri Stati. Chi sbaglia paga. E chi persevera paga doppiamente. Entro alcuni mesi l'economia presenterà il conto finale e sarà amarissimo. Dopo, però, ci aspetta una nuova Italia”.



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COMMENTI
21/04/2013 - TUTTO DA RIFARE (ANTONIO DE BONIS)

Caro Grillo abbiamo perso un'occasione che si ripresenterà forse fra 20/30 anni o forse mai più. Non è così che si fa la politica, volevi fare la rivoluzione, ma la democrazia si è chiusa a riccio ed ecco i risultati. Hai costretto Bersani alla resa sperando in un non sò quale evento ma hai sbagliato non siamo nel 1917 da quel tempo sono passati 100 anni quindi la gente se tu permetti, sa di più leggere e scrivere, devi sapere che si ottiene di più con le buone maniere che con le cattive.