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FRANCESCHINI CONTESTATO/ Video, gli insulti al ristorante. L’M5S: erano comunisti

C’è stato un momento in cui Franceschini deve aver temuto il linciaggio ieri sera, dopo l’elezione del capo dello Stato, mentre stava mangiando in un ristorante nei pressi di Montecitorio.

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C’è stato un momento in cui Franceschini deve aver temuto il linciaggio. Ieri sera, dopo l’elezione del capo dello Stato, era andato a mangiare in un ristorante nei pressi di Montecitorio. Un gruppo nutrito di manifestanti si stava dirigendo verso la piazza per protestare contro la rielezione di Napolitano, quando ha scorto il deputato piddino seduto a tavola che aspettava la sua ordinazione. A quel punto, uno dei manifestanti ha urlato “c’è Franceschini!”, e sono partiti gli slogan: “Che te vada pe’ traverso!, Che te vada pe' traverso!”, “A Franceschi’! a li mortacci tua!”. Franceschini, per un po’, ha incassato, abbozzando anche un sorriso, e mimando con le dita il gesto degli spaghetti. Ma a chi si trovava fuori dal locale, il senso dell’umorismo difettava. Hanno insistito, finché l’onorevole è uscito per cercare di calmarli, e di far loro capire che c’erano anche altre persone presenti nel ristorante, che non c’entravano niente. Non l’avesse mai fatto: i toni sono diventati più violenti, è sono iniziati a volare dei “traditore”, “venduto!”, “buffone!”, “ridacce i soldi”. Qualcuno si è fatto prendere da delle vere e proprie crisi d’isteria e ha iniziato a urlare forsennatamente. Franceschini ha tentato una seconda volta di calmarli, ma è stato ancora peggio. Dopo alcuni istanti, tuttavia, qualcuno ha urlato che gli era stato dedicato fin troppo tempo. E il corto ha ripreso a dirigersi verso Montecitorio. In serata, l'onorevole ha scritto,su Twitter: «A mangiare in una trattoria. Passano centinaia di grillini che mi vedono, mi filmano, mi insultano. Mi sono scusato con gli altri clienti». Dall’M5S, tuttavia, è arrivata una smentita. La deputa grillina, Patrizia Terzoni, ha, infatti, spiegato che si era trattato di un gruppo di manifestanti del Partito comunista.