BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

GRILLINI SU ROMA/ Napolitano "vendica" Bersani e argina Beppe Grillo

Beppe Grillo (InfoPhoto)Beppe Grillo (InfoPhoto)

La sequenza delle reazioni “grilline” alla rielezione di Giorgio Napolitano è tutta da analizzare nelle dichiarazioni e nelle smentite. La piazza tumultuante di Montecitorio e le altre manifestazioni non sono state , per i responsabili del “M5S”, organizzate dal movimento, ma solo frutto dello “spontaneismo” di gente esasperata. Nella diretta streaming, i responsabili del movimento hanno precisato che “colpo di Stato” era una delle “tante iperboli che usa Beppe”. La stessa “calata” a Roma che Grillo aveva promesso subito è stata posticipata, ora dopo ora. E la manifestazione, con il comizio del leader che doveva svolgersi ieri sera, è stata rinviata a oggi. Vista solo la ferma reazione dei nuovi Presidenti delle Camere, la stessa precisazione di un imbarazzato Stefano Rodotà, si potrebbe dire che Grillo ha pensato di “partire come Don Chisciotte, per poi arrivare a Roma come Sancho Panza”. O più probabilmente, i protagonisti che giocavano sullo “scardinamento” del sistema, hanno consigliato all'ex comico maggior prudenza, toni più bassi, più meditati, più felpati, proprio in vista della partita per il Governo da formare. 
Ora ci si chiede che cosa può accadere nei prossimi giorni. E' probabile che con l'implosione del Pd si arrivi definitivamente a un chiarimento interno, in mezzo alle macerie di quel partito, tra un'ala riformista e pragmatica e un'ala che andrà a collocarsi a sinistra, magari insieme alla Sel, alla platea affollata del giustizialismo italiano e a fianco del movimento “grillino”. Dietro a questi soggetti politici variegati, ci saranno sempre gli interessi di chi vuole l'Italia ridotta a una instabilità permanente, a una conflittualità endemica sul piano interno e a una marginalità internazionale.
La partita non sarà facile e, di fronte alla crisi economica che si sta vivendo, il rischio di una deriva è sempre presente. Questa volta il minimo di buon senso e di ragionevolezza che è servito per creare la “diga” di Giorgio Napolitano, non può permettersi altri errori gravi. Questa volta le forze politiche devono operare le necessarie scelte politiche per ridare fiato all'economia, alle imprese, alle famiglie. Questa volta è inutile barricarsi dietro alla demagogia della “più bella Costituzione del mondo”, ma operare una serie di riforme istituzionali che sono ormai improcrastinabili. La rielezione di Giorgio Napolitano è un'altra chance per la Repubblica. E' sperabile che non sia l'ultima.

© Riproduzione Riservata.