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LE MOSSE DI NAPOLITANO/ Un governo di "saggi", basta con tecnici e politici

Il numero di ministri politici presenti nel prossimo esecutivo, spiega FABRIZIO RONDOLINO, sarà direttamente proporzionale all’incremento della frattura del Partito democratico

Giorgio Napolitano (InfoPhoto) Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

Anche prima che i falchi tiratori disastrassero il Pd, l’elezione dei presidente della Repubblica era il nodo fondamentale da sciogliere per sbloccare la situazione sul fronte del governo. Ora il nodo è sciolto ed è ragionevole presumere che la nomina del premier arriverà in tempi rapidi. Napolitano, infatti, non ha di certo bisogno di prender tempo per adattarsi al suo "nuovo" ruolo e riflettere sul da farsi. Dalla sera delle elezioni, ormai quasi due mesi fa, ha indicato nelle larghe intese l’unica strada realmente percorribile. Si andrà in questa direzione, è indubbio. Ma in che termini esattamente? Lo abbiamo chiesto a Fabrizio Rondolino, giornalista e scrittore.


In queste ore uno de nomi che circolano maggiormente per la guida del governo è quello di Giuliano Amato.

Di Amato è nota la stima che Napolitano nutre nei suoi confronti, e la sua nomina risponderebbe perfettamente all’identikit di governo del presidente. L'unico problema è che ha un immagine piuttosto logorata, mentre il nuovo governo dovrebbe dare un segnale di discontinuità e innovazione.

 

L'altro nome che circola è quello di Enrico Letta.

Pur essendo un politico fin dalla nascita, per età e cultura, è da considerarsi un innovatore e un riformista; l’ipotesi è complicata dal fatto che, essendo un esponente di primo piano del Pd, il governo si connoterebbe in senso marcatamente politico e, a quel punto, dovrebbero farne parte gli esponenti dei partiti. Che è quello che vuole Berlusconi ma non il Pd.

 

C’è una terza alternativa?

Se questi nomi sono usciti così vistosamente sui giornali, è evidente che non si stratta solo di una voce, ma di una fonte. Ovvero, vi è un fondamento di verità. Tuttavia, è impensabile che non ci sia una terza ipotesi. Potrebbe essere un tecnico di area Pd.

 

Secondo lei il governo non sarà politico?

Mi sembra difficile. Non c’è dubbio che la base parlamentare che lo sosterrà sarà di larghe intese, e composta dal Pd, dal Pdl e da Scelta civica. Ma quanti più ministri ne faranno parte, tanto maggiore risulterà la spaccatura del Pd. Larga parte del partito, infatti, specialmente a sinistra, non accetterà mai il famigerato inciucio con Berlusconi. 

 

Sarà, quindi, tecnico?

Lo escluderei. I tecnici attuali, anzitutto, hanno scontentato tutti. Napolitano, inoltre, ha posto come condizione per essere rieletto un impegno diretto dei partiti nel prossimo governo.

 

Come si giunge alla quadratura del cerchio?