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Politica

LEGGE ANTICORRUZIONE/ Come curare il colesterolo con il cotechino…

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Come si fa a introdurre una legge Anti Corruzione assolutamente evoluta, al pari delle migliori prassi internazionali, in un Paese sempre al livello di alcuni paesi africani in materia di Corruzione e mancanza di Trasparenza? Non è forse velleitario e un po’ stucchevole? Dal mio punto di vista è invece tutt’altra la direzione che deve prendere il cambiamento dell’organizzazione e dei processi della macchina amministrativa pubblica. Innanzitutto bisogna prendere coscienza che i problemi sono molto più seri e radicali di quanto si vuole ammettere, tanto da investire la stessa possibilità di sopravvivenza del settore Pubblico e dei servizi al cittadino ad esso associati. Bisogna prendere atto che c’è una discrasia sempre più evidente tra tutto quel complesso di norme pleonastiche e ossessive che informa la nostra Legge e la realtà. Bisogna riconoscere che nella P.a., soprattutto nei grandi enti, sono sedimentati anni di clientelismo, ingiustizie, disequità ed errori di gestione, dirigenti troppo pagati e spesso inadeguati, personale poco retribuito e poco incentivato a lavorare per obiettivi. Scarsa chiarezza dei ruoli e delle responsabilità. Un vero pasticcio! Non stupisce, infatti, che grande parte dei “servizi pubblici” come la gestione dell’energia, delle infrastrutture, dei trasporti, dei rifiuti o dell’acqua vengano privatizzate sotto la mano pubblica. E’ il riconoscimento che la follia burocratica/legislativa seppur romantica e teoricamente giusta non è attuabile nella pratica e porta a tutti quei problemi di burocrazia e inefficienza che caratterizzano il nostro Paese.