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LEGGE ANTICORRUZIONE/ Come curare il colesterolo con il cotechino…

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In questi giorni, lontano dai clamori delle votazioni per il Presidente della Repubblica, sono stati emanati i decreti attuativi della Legge Anticorruzione e ci si appresta a ricevere quelli della Legge sulla Trasparenza. Sostanzialmente le due leggi, ammantate della retorica demagogica e dal desiderio dell’annuncio a sensazione, introducono una serie di obblighi (!), anche con provvedimenti economici in caso d’inadempienza, nei confronti della dirigenza pubblica perché identifichino possibili rischi di corruzione nelle attuali procedure amministrative, li segnalino e vi pongano rimedio con provvedimenti organizzativi interni. Allo stesso tempo impongono una serie di misure perché siano rese pubbliche su Internet tutta una serie di informazioni relative ai concorsi pubblici, all’introduzione dei corsi/concorsi e altro ancora. Tutto bene apparentemente, anche considerando la retorica della trasparenza, della moralità e del rispetto della legalità. Peccato però che le “segnalazioni” di rischi se inviate non trovano gli organi di controllo - Ministero P.a. e Corte dei Conti - ancora pronti a riceverle, che i cambiamenti organizzativi previsti devono essere avallati da organizzazioni sindacali in un ambiente che storicamente non brilla per grande flessibilità e che tutte queste procedure aggiungono burocrazia e adempimenti che non impattano sulla soddisfazione del cliente/cittadino. Per essere chiari, un importante Dirigente pubblico ha definito l’introduzione di queste nuove normative come “curare il colesterolo con il cotechino” lamentando come il ministero della P.a. e il Parlamento emana leggi e direttive che sono spesso lontane dalla realtà degli enti locali e dai bisogni del cittadino. Tutto questo in una situazione in cui mancano ancora strumenti di programmazione e controllo, non si riesce a definire con precisione lo stato patrimoniale degli enti e il costo della macchina amministrativa continua a crescere senza migliorare il servizio al cittadino. Insomma, come richiedere l’obbligo di cambiare i pneumatici ad una macchina che ha il motore fuso. Che senso ha tutto ciò?


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