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AMATO/ No a patrimoniale e prelievi forzosi. Pensione da 31mila euro? E' falso

Intervenuto a Pisa per un convegno sull'università della Scuola Sant'Anna, Giuliano Amato risponde con due secchi “no” alla possibilità di una patrimoniale e di prelievi forzosi

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Intervenuto a Pisa per un convegno sull'università della Scuola Sant'Anna (a cui ha preso parte anche il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo), Giuliano Amato risponde con due secchi “no” ai giornalisti che gli chiedevano se in futuro, qualora dovesse essere chiamato a guidare il governo, adotterà provvedimenti relativi a una patrimoniale sulle famiglie e il prelievo forzoso dai conti correnti bancari. A margine dell'evento, l'ex presidente del Consiglio ha poi aggiunto: "I Paesi con disavanzo pubblico devono contenere il deficit. Ma di solo contenimento del debito si può anche morire", ha detto Amato, secondo cui “gli effetti recessivi delle politiche di austerità e basta sono stati superiori alle aspettative di coloro che al Fondo monetario internazionale e in Europa le hanno promosse. E' fondamentale che, in primo luogo in sede europea, si adottino misure compensative che rivitalizzino l'economia. In particolare in Italia quello che può essere fatto è in primo luogo lo sblocco dei pagamenti alle imprese, che è come annaffiare il sottobosco che si sta seccando. Poi, bisogna far riprendere gli investimenti e cercare di creare un clima nel quale cambiano le aspettative". Amato ha voluto poi smentire voci riguardo la sua pensione: “È falso che io percepisco una pensione di 31mila euro al mese. È una notizia che serve solo per farmi del male. I 31mila euro di cui si parla cumulano la pensione con un vitalizio che ogni mese io destino a delle attività di beneficenza. Se si continua così si fa passare l’unico parlamentare che ha rinunciato al proprio vitalizio come percettore di prebende". Poi sottolinea: "La mia pensione è di 22mila euro lorde che al netto diventano 11.500 euro. Una pensione per niente bassa, ma il problema dell’Italia non è che esistono pensioni da 11mila euro, ma che ci sono persone che a prescindere dal loro merito sono schiacciate ai livelli più bassi".

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