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GOVERNISSIMO/ Ostellino: Berlusconi salvato dal realismo di un "vecchio" comunista

Pubblicazione:martedì 23 aprile 2013

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Il Pd è già imploso definitivamente. Per una semplice ragione: alla sua sinistra è nato l’M5S mentre, con le primarie, si è trasferita al suo interno parte della cultura dei 5 Stelle. Si è trovato, dunque, nella condizione in cui si è sempre trovato il comunismo nel corso di tutta la sua storia, e che si riassume nel motto francese: pas d'ennemi à gauche, ovvero, nessun nemico a sinistra. A un certo punto, ogni passo del Pd è stato dettato dalla volontà di eliminare il nemico a sinistra. Ebbene, avendo tale nemico, oltre che a sinistra, anche al suo interno, l'implosione era inevitabile.

 

Tutto ciò ha resuscitato politicamente il centrodestra?

Semplicemente, il centrodestra aveva ragione: non c’era motivo di escluderlo dall’ipotesi di governo e l’esclusione è rientrata. 

 

Berlusconi torna a dettare la linea del centrodestra. Tornerà determinante anche rispetto alla politica italiana?

Che Berlusconi detti la linea nel centrodestra, non è mai stato in discussione. Se riuscirà a condizionare ancora la politica italiana, si vedrà con il tempo.

 

Berlusconi, affermando che correrà anche alle prossime elezioni, ha ricordato l’età di Napolitano e si è detto convinto che «per stare al governo servono anche esperienza e capacità».

Beh, non posso che essere d’accordo.

 

E' stato notato un paradosso: l’ultimo comunista garante del centrodestra.

Vede, Napolitano, semplicemente, ha applicato il principio di realtà. Non dobbiamo dimenticare che il presidente della Repubblica proviene dal partito di Gramsci che, a sua volta, era un grande esegeta di Machiavelli. Fautore di una cultura, quindi, che impone di fare i conti con la realtà effettuale. Del resto, la grande forza del Partito comunista è sempre stato l’estremo realismo. Una forza che è mancata ai suoi eredi. Che pensavano di essere diventati qualcos’altro, ma sono rimasti uguali a se stessi, limitandosi a cambiare nome e perdendo la sfida con la storia. 

 

(Palolo Nessi)




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