BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DISCORSO NAPOLITANO/ Il Paese riparte da Don Camillo e Peppone

Pubblicazione:mercoledì 24 aprile 2013

Fotolia Fotolia

Infatti, «se non trova posto in noi l’esperienza elementare che l’altro è un bene, non un ostacolo, per la pienezza del nostro io, nella politica come nei rapporti umani e sociali», osserva il sacerdote spagnolo, «sarà difficile uscire dalla situazione in cui ci troviamo», proprio perché «riconoscere l’altro è la vera vittoria per ciascuno e per tutti».

Nella testimonianza della Chiesa, dalla rinuncia di Benedetto XVI all’elezione di Papa Francesco, Carrón individua giustamente un utile contributo anche per l’attuale situazione italiana e invita tutti i cristiani impegnati in politica a offrire il proprio contributo per sbloccare lo stallo, affermando così «il valore dell’altro e il bene comune al di sopra di qualsiasi interesse partitico».

Nel suo discorso solenne e storico alle Camere, oltre a ricordare – a sorpresa e significativamente – l’incontro del 21 agosto 2011 con la «grande assemblea di giovani» del Meeting di Rimini, Napolitano ha espresso con forza una posizione simile «sia per sollecitare tutti a parlare il linguaggio della verità – fuori di ogni banale distinzione e disputa tra pessimisti e ottimisti – sia per introdurre il discorso su un insieme di obbiettivi in materia di riforme istituzionali e di proposte per l’avvio di un nuovo sviluppo economico, più equo e sostenibile».

«Il fatto che in Italia», osserva ancora il Presidente, «si sia diffusa una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse, è segno di una regressione, di un diffondersi dell’idea che si possa fare politica senza conoscere o riconoscere le complesse problematiche del governare la cosa pubblica e le implicazioni che ne discendono in termini, appunto, di mediazioni, intese, alleanze politiche». Seppur da una diversa tradizione ideale, il richiamo del Presidente ai parlamentari esprime quel bisogno di audace realismo che Carrón aveva indicato dalle colonne del quotidiano diretto da Ezio Mauro. Nella società e nelle sedi istituzionali della rappresentanza politica, il metodo per ripartire – che alcuni, accecati da un cinismo ormai amorale, potrebbero considerare ingenuo – è quello del riconoscimento dell’altro come bene per sé. Esattamente come nel “borgo” narrato da Guareschi, esattamente come nell’Italia di don Camillo e Peppone. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.