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Politica

SINISTRA A PEZZI/ 1. Barcellona: così Berlusconi e Beppe Grillo hanno distrutto il Pd

Silvio Berlusconi (InfoPhoto)Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

Purtroppo la rielezione di Napolitano consegnerà il Paese alla continuità di una gestione preoccupata principalmente dei conti pubblici e non delle condizioni di vita materiali degli italiani senza lavoro e senza futuro. Una soluzione inevitabile che per lo meno ricopre il cadavere putrefatto della vita pubblica italiana col pietoso lenzuolo della credibilità internazionale di Napolitano. Ma non ho dubbi che al di là degli sproloqui di Grillo e dei tanti pseudosinistri che si arroccano dietro la bandiera di un onesto liberale come Rodotà, noi stiamo entrando in una nuova fase politica caratterizzata da un vero e proprio commissariamento della democrazia parlamentare. 

Solo un onesto dibattito in cui ciascuno si assume le responsabilità rispetto alla collocazione del nostro Paese in Europa potrà aiutarci a ragionare sulla crisi. Tanto più necessario è rinegoziare le condizioni di partecipazione all’Europa quanto più è evidente che questo non potrà accadere se continuiamo a vivere in un quadro politico in cui la metà del Paese è attraversata da spinte eversive paradossalmente incoraggiate dal vergognoso silenzio di molti intellettuali. L’alleanza con Grillo conduce alla morte della sinistra; l’alleanza con Berlusconi conduce alla degenerazione autoritaria del sistema politico. Il tema di queste elezioni è quello del destino e del futuro della nazione italiana.

In un clima di sfascio in cui è inimmaginabile un’improvvisa resurrezione del Pd e di una democratizzazione di quelli che ho chiamato i movimenti eversivi, credo che la vera prospettiva sia quella di una riforma elettorale immediata che istituisca una qualche forma di presidenzialismo in cui sono almeno i cittadini senza trucchi e senza infingimenti a decidere chi debba veramente rivestire il compito della garanzia della vita democratica del Paese, ormai pericolosamente esposta a rischi involutivi di ogni tipo. 

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COMMENTI
24/04/2013 - No, non è così (mario schi)

E' un articolo di giustificazione che non giustifica. Il PD, pardon PCI, doveva anch'esso passare per la storia. Quanto è successo agli altri (DC e PSI) nei primi anni 90 doveva succedere anche a lui. Putroppo per l'Italia solo vent'anni dopo. Il PCI non era certo migliore degli altri solo perchè lo disse Berlinguer buon'anima. Se non si condivide questo assunto il resto è assurdo.

 
24/04/2013 - implodere (Alberto Consorteria)

Lo stato, l'apparato, l'amministrazione, sta affondando il nostro Paese. E il PD lo difende. Nel farlo, il PD mostra di non avere idee. Per questo è naufragato. Anche se le elezioni fossero state travolgenti, il PD avrebbe dovuto mollare dopo pochi mesi, perché di odio a Berlusconi e di amore per la burocrazia stantia politicamente non si vive... C'è da sperare che Alfano compia il parricidio, e che nel governare dal 2014 non si veda incarcerato col capo d'accusa di essere "impresentabile" appioppatogli dai soliti PD.

 
24/04/2013 - Non mi pare (Claudio Baleani)

La tesi di Barcellona non mi convince. Il PD non mi pare sia stato distrutto da Berlusconi o da Grillo. Secondo me si tratta della influenza mefitica del pensiero di Franco Rodano che a sua volta è influenzato dal “molinismo”. Luis De Molina, teologo della fine del 500, pensava che la libertà e la ragione umana erano rimaste intatte anche se private della conoscenza dei beni spirituali ultramondani. Rodano, in continuità, riteneva fosse possibile la costruzione di una società giusta con la collaborazione organica e partitica dei cattolici non arroccati nella posizione di chi ritiene indispensabile il sopranaturale anche per comprendere davvero la natura e i “credenti” nel materialismo dialettico ateo. Ne è nata una posizione politicista che si gioca tutta in una intransigenza velenosa, autoseducente, autoreferenziale. Non è un caso che nel PD ci sono più generali che soldati. Il fatto che il PD abbia respinto Prodi è il segno che l’anima non intellettualoide del PCI, che ha sempre diffidato della “spiritualizzazione” della politica operata da questo gruppo di cattolici non cattolici, protestanti non protestanti e in definitiva atei predicatori, ancora non è morta. E per fortuna. Non è una bella cosa giurare fedeltà eppoi votare contro. Ma è preferibile essere amici del popolo o della realtà? Viva Napolitano.